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Tentato omicidio di Diamante, la Cassazione boccia l’inchiesta e il Tdl di Catanzaro

Tentato omicidio di Diamante, la Cassazione boccia l’inchiesta e il Tdl di Catanzaro

La Suprema Corte di Cassazione ha annullato con rinvio per la seconda volta il provvedimento del Riesame di Catanzaro relativamente alla posizione di Alberto Novello, accusato dalla procura di Paola di essere l’esecutore materiale del grave ferimento di un giovane di San Lucido. Stavolta a bocciare l’ordinanza è stata la quinta sezione penale. Nei mesi scorsi identico provvedimento era stato assunto dalla seconda sezione penale.

Intanto il processo col rito ordinario è iniziato. Alla sbarra c’è anche Mattia De Rose, difeso dall’avvocato Cristian Cristiano, mentre Novello è assistito dall’avvocato Domenico Caputo. A rappresentare l’accusa è il pubblico ministero Anna Chiara Fasano.

L’indagine, quindi, non avrebbe permesso fino a questo momento di trovare gravi indizi di colpevolezza nei confronti di Novello che era stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare con la misura dei domiciliari. Alla base del primo provvedimento di annullamento con rinvio dell’ordinanza del Tdl di Catanzaro vi era l’assenza di logicità tra le varie dichiarazioni offerte dalle persone informate sui fatti, sentite nell’immediatezza del tentato omicidio e poi nel corso di un incidente probatorio che aveva indotto l’allora gip di Paola Marco Bilotta a rigettare la richiesta di arresto da parte della procura per De Rose e Novello.

Insomma, le investigazioni dei carabinieri della Compagnia di Scalea non sono riuscite, secondo la Cassazione, a chiarire la dinamica dell’evento delittuoso nell’ambito di una verità processuale che oggi è al centro dell’istruttoria dibattimentale davanti al tribunale collegiale di Paola.

LE INDAGINI. L’inchiesta, allo stato attuale, ha portato alla conoscenza delle parti processuali che dopo aver discusso animatamente i due giovani, Novello e De Rose, si sarebbero separati e mentre la vittima stava facendo la fila per recarsi in bagno alcuni malviventi lo avrebbero raggiunto e avrebbero ripreso la precedente discussione. Dopo poche parole uno degli indagati, per l’accusa Novello, avrebbe tirato fuori la pistola, esplodendo un colpo a bruciapelo verso la vittima che si è accasciata al suolo. Il colpo d’arma da fuoco sarebbe stato camuffato dalla musica ad alto volume del locale che avrebbe favorito la fuga dei malviventi a bordo di un’autovettura a loro in uso. (Antonio Alizzi)

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