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L’ex pentito: «Aggredito e rincorso fino al tribunale di Cosenza»

E' una delle vicende più recenti dell'inchiesta antimafia "Overture". Un ex pentito sarebbe stato rincorso fino al tribunale di Cosenza.

Un (ex) pentito di Cosenza, che ha chiesto e ottenuto nei mesi scorsi di uscire dal programma di protezione, sarebbe stato aggredito e rincorso fino all’ingresso del tribunale di Cosenza. Parliamo di Alberto Novello, ormai ex collaboratore di giustizia, che nel corso del suo percorso con la giustizia ha svelato i presunti affari illeciti della droga a Cosenza. Le sue dichiarazioni sono confluite nell’ultima operazione antimafia, denominata “Overture”, dove i pubblici ministeri Camillo Falvo, attuale procuratore capo di Vibo Valentia, e Giuseppe Cozzolino, applicato alla Dda di Catanzaro in questo procedimento, hanno raccolto la sua versione dei fatti, analizzando le dinamiche associative del gruppo che farebbe capo ad Alfonsino Falbo. (LEGGI QUI)

Richieste di arresto in piena emergenza coronavirus

Il 17 novembre del 2019, Alberto Novello si reca presso il Nucleo Investigativo di Cosenza per riferire che, dopo la revoca del programma di protezione, avvenuta un mese prima, aveva fatto rientro a Cosenza dal sito protetto, dove avrebbe avuto una forte discussione con alcuni suoi conoscenti, che aveva accusato davanti all’autorità giudiziaria. Per questo fatto, la Dda di Catanzaro, raccogliendo le dichiarazioni dell’ex collaboratore di giustizia, invia una richiesta di misura cautelare, ad aprile 2020, per sei persone che, tuttavia, il gip di Catanzaro, Paola Ciriaco respinge in toto. Gli indagati, accusati di violenza privata aggravata dal metodo mafioso, sono Mario Esposito, Alessandro Esposito, Egidio Cipolla, Cesare Quarta, Francesco Le Piane e Claudio Altomare. 

Secondo quanto riferito da Novello, in diverse circostanze i soggetti indagati avrebbero inveito contro di lui, per il suo passato di collaboratore di giustizia, e in una circostanza «mi raggiungevano e mi percuotevano fisicamente dicendomi di non farmi più vedere presso l’abitazione del Gaglianese» dove Novello si sarebbe recato per un confronto. L’intento dell’ex pentito era quello di «chiarire la mia posizione ed evitare intimidazioni almeno verso i miei familiari residenti nel territorio. Dal canto suo, Riccardo Gaglianese mi ha chiesto di ritrattare quanto dichiarato per evitare ulteriori condanne oltre a quelle già ricevute in altri procedimenti a suo carico». 

Nell’ultimo incontro con i suoi ex amici, Novello riferisce di essere riuscito a scappare, passando tra i vicoli, fino ad arrivare all’ingresso del tribunale di Cosenza. «Da quel giorno sono rinchiuso in casa» e afferma di non aver ricevuto più minacce. 

Le valutazioni del gip di Catanzaro

Il gip di Catanzaro, Paola Ciriaco scrive che «non v’è dubbio circa un solido quadro indiziario a carico di tutti gli indagati per come riconosciuti dalla persona offesa, della cui attendibilità non v’è motivo di dubitare, e sulle cui dichiarazioni può senza dubbio fondarsi un giudizio di gravità indiziaria. Deve comunque escludersi l’aggravante di cui all’art. 416 bis.1. c.p. per come contesta, non essendo in alcun modo emerso l’inserimento degli indagati in un contesto criminale, né la finalità di agevolare il sodalizio riconducibile a Gianfranco Sganga, potendosi al più ritenere una ipotesi di violenza privata aggravata ai sensi dell’art. 339 c. p.». 

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Antonio Alizzi

Giornalista professionista dal 13 giugno del 2012. Dal 2002 al 2006 ho lavorato con "La Provincia Cosentina", curando le pagine del calcio dilettantistico. Nel 2006 passo al quotidiano regionale "Calabria Ora", successivamente "L'Ora della Calabria", in servizio presso la redazione sportiva. Mi sono occupato del Cosenza calcio e delle notizie di calciomercato. Nel 2014, inizio l'avventura professionale con il quotidiano nazionale "Cronache del Garantista", scrivendo di cronaca giudiziaria. Ora collaboro con Cosenza Channel e due riviste nazionali.

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