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Tentato omicidio di Diamante, nuovi sviluppi dopo la decisione del Riesame

Tentato omicidio di Diamante, nuovi sviluppi dopo la decisione del Riesame

I giudici in sede di Appello accolgono il ricorso della Procura di Paola e applicano a Mattia De Rose i domiciliari, ma l’esecuzione dell’ordinanza sarà sospesa fino a quando non si esprimerà la Suprema Corte di Cassazione. Una storia ingarbugliata e piena di paradossi

 

Il tribunale del Riesame di Catanzaro in sede di Appello ha accolto il ricorso della Procura di Paola circa la posizione di uno dei due indagati coinvolti – secondo l’accusa – nel tentato omicidio di Diamante, in cui fu ferito gravemente un ragazzo della costa tirrenica cosentina preso da un colpo di arma da fuoco alla gola al termine di una discussione che sarebbe iniziata un’ora prima. I giudici infatti hanno applicato gli arresti domiciliari a Mattia De Rose, disponendo altresì la sospensione della esecuzione dell’ordinanza fino alla sua definitività. Tradotto: nel momento in cui la Cassazione, a cui si sono rivolti gli avvocati Giuseppe De Marco e Cristian Cristiano, difensori di Mattia De Rose, esprimerà il suo parere allora la fase preliminare delle indagini potrà dirsi conclusa. Se la Suprema Corte dovesse rigettare l’istanza della difesa per l’indagato scatterebbero gli arresti domiciliari, nel caso contrario – tenendo presente della formula scelta dagli ermellini – il ragazzo originario di Belvedere Marittimo affronterebbe il processo da uomo libero così come lo è ora.

Tuttavia, il Riesame in sede di Appello inquadra la sua posizione come quella del presunto mandante o presunto istigatore del tentato omicidio o quantomeno un concorrente morale dell’avvenimento criminoso. Ma in tutto ciò non si può non evidenziare che sia De Rose che Alberto Novello dopo essere stati arrestati dalla Procura di Paola, tramite un decreto di fermo di indiziato di delitto, sono stati immediatamente scarcerati dai rispettivi gip di competenza: quello di Paola per De Rose, quello di Cosenza per Novello. Entrambi i giudici delle indagini preliminari ritenevano insufficienti gli indizi al fine di convalidare l’arresto e applicare la custodia cautelare in carcere. Decisioni, quelle dei giudici, intervallate da un incidente probatorio che nulla ha aggiunto rispetto alla prima parte del procedimento penale. Su Novello, inoltre, la Cassazione si era espressa sull’ammissibilità o meno del ricorso presentato dalla Procura di Paola rispetto a un’ordinanza vergata dal gip di Cosenza, decidendo per l’inammissibilità del reclamo in questione. Sulla scorta degli atti raccolti dall’ufficio inquirente di Paola, il Riesame ritiene che a sparare sia stato Novello, mentre De Rose consapevole – dicono i giudici – che l’amico avesse un’arma lo chiamò nell’antibagno per risolvere la faccenda. La difesa del ragazzo tirrenico, tuttavia, confida che la Cassazione possa accogliere la tesi dell’estraneità ai fatti sulla base di una serie di argomentazioni che puntano a smontare passo dopo passo l’impianto accusatorio della Procura di Paola. (redazione cronaca)

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