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Omicidio di Lisa Gabriele, contro Abate «solo sospetti, nessun indizio»

Ecco perché il Tribunale del riesame ha annullato la misura cautelare emessa a carico dell'ex poliziotto della Stradale di Cosenza

Omicidio di Lisa Gabriele, contro Abate «solo sospetti, nessun indizio»

Quella di Maurizio Abate è «una pessima biografia». Dagli atti d’indagini emerge il suo profilo «violento, irrispettoso della legge e del ruolo istituzionale che riveste», ma sul fatto che sia anche un assassino ci sono «solo sospetti, non indizi connotati da gravità». A esprimersi in questi termini sono i giudici del Riesame che un mese fa hanno annullato la misura cautelare emessa a carico dell’ex poliziotto della Stradale indagato per l’omicidio di Lisa Gabriele, la venticinquenne di Rose all’epoca impelagata con lui in un ménage sentimentale più che tormentato.

È un provvedimento destinato a lasciare un segno nell’inchiesta che tenta di far luce sulla morte della ragazza avvenuta il 7 gennaio del 2005. La Procura di Cosenza, infatti, riteneva di aver chiuso il cerchio su Abate attraverso testimonianze e frammenti d’intercettazione che, messe a sistema, sembravano fare di lui un colpevole perfetto. Alla fine, però, secondo il Riesame a emergere con chiarezza sono solo i contorni di «una relazione travagliata» (quella fra lui e la vittima) e «connotata da aggressività» (la sua), perché per il resto gli elementi d’accusa valorizzati dagli investigatori – anche in relazione ai presunti depistaggi di stampo massonico – agli occhi dei giudici assumono «valore neutro e disancorato dai fatti».

Diversamente, nulla collega l’ex poliziotto alla scena del crimine – una radura ad alta quota nei pressi di Montalto Uffugo – e, soprattutto, dall’analisi dei suoi tabulati telefonici, non affiora alcun contatto fra lui e la ragazza a partire dal 20 dicembre del 2004 e fino al giorno del macabro ritrovamento. È vero che il suo numero figura fra le ultime dieci chiamate effettuate da Lisa, ma è un dato che si ricava dal controllo del cellulare e non della sim card. Morale della favola: quell’elenco memorizzato nell’apparecchio, sprovvisto di date e di durata delle telefonate, potrebbe essere «anche vecchio di anni».

Sono questi in sintesi i rilievi in base ai quali il Riesame ha annullato la misura cautelare, decretando il prosieguo della carcerazione di Maurizio Abate solo per l’ipotesi di spaccio di stupefacenti. Si tratta delle stesse obiezioni mosse dagli avvocati Marco Facciolla e Francesco Muscatello, e raccolte in una corposa memoria difensiva consegnata ai giudici. Una sorta di controinchiesta nella quale i difensori non picconano solo le accuse confezionate per il loro assistito, ma avanzano dubbi anche sul punto di partenza di tutta questa storia. E cioè che quello di Lisa Gabriele sia stato un omicidio mascherato da suicidio. Questa, però, è un’altra storia.

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