Nel capoluogo adesione alla mobilitazione contro il Governo e sit-in autonomo allo Scorza. Sullo Ionio il sindaco Stasi al fianco dei ragazzi e manforte ai camionisti sulla SS 106
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Giornata di mobilitazione per il mondo della scuola anche a Cosenza e provincia, dove studenti e studentesse sono scesi in piazza per contestare le politiche del governo in materia di istruzione e chiedere maggiori investimenti nella scuola pubblica. La protesta si inserisce in una giornata di manifestazioni che ha coinvolto diverse città italiane, al termine di giorni caratterizzati da occupazioni e iniziative studentesche da Milano a Napoli, passando per Torino, Genova, Bologna e Roma.
Al centro della mobilitazione ci sono il decreto Scuola, la riforma degli istituti tecnici e professionali, il caro vita e la scelta di destinare risorse al riarmo anziché all’istruzione pubblica. Tra le questioni sollevate dagli studenti figurano anche la tutela dell’ambiente, il diritto a una scuola dignitosa e le norme che, secondo i manifestanti, rischierebbero di penalizzare gli studenti stranieri.
La protesta in Calabria si è svolta in un clima assolutamente pacifico. I partecipanti hanno portato all’attenzione delle istituzioni le criticità del sistema scolastico e la necessità di garantire strutture adeguate, maggiori opportunità formative e spazi di partecipazione per gli studenti.
Le ragioni della protesta: più risorse per l’istruzione pubblica
La manifestazione studenti a Cosenza ha riproposto alcune delle rivendicazioni che attraversano il movimento studentesco nazionale. I ragazzi contestano le scelte di spesa pubblica che, a loro avviso, privilegiano il settore militare rispetto a quello dell’istruzione, chiedendo che le risorse siano impiegate per migliorare la qualità degli istituti scolastici e le condizioni in cui si svolgono le attività didattiche.
La richiesta riguarda anche la possibilità di frequentare scuole sicure, funzionali e accessibili, senza che le difficoltà economiche delle famiglie diventino un ostacolo al percorso formativo. Il caro prezzi e l’aumento delle spese quotidiane, infatti, incidono anche sulla vita degli studenti, dalle necessità scolastiche ai costi delle attività organizzate dagli istituti.
Nel quadro della mobilitazione rientra inoltre la contestazione delle riforme che interessano gli istituti tecnici e professionali. Gli studenti chiedono attenzione alle conseguenze delle scelte politiche sull’organizzazione dei percorsi di studio e sulle opportunità future delle giovani generazioni.
La giornata di protesta italiana guarda in un certo senso anche alle mobilitazioni studentesche in Francia e Spagna, in un contesto nel quale le rivendicazioni sulla scuola si intrecciano con questioni sociali ed economiche più ampie.
Liceo Scientifico Scorza, protesta autonoma davanti all’istituto
Accanto alla manifestazione nazionale, a Cosenza si è svolta un’iniziativa autonoma promossa dai collettivi del Liceo Scientifico Scorza, che hanno scelto di non aderire alla mobilitazione generale per concentrare l’attenzione sulle problematiche interne alla propria scuola.
Gli studenti hanno protestato davanti al cancello d’ingresso dell’istituto, contestando il regolamento vigente e le limitazioni che, secondo la loro denuncia, riguarderebbero le assemblee e gli spazi di confronto. I collettivi ritengono che questi momenti siano fondamentali per consentire agli alunni di esprimersi, discutere le questioni che li riguardano e partecipare attivamente alla vita scolastica.
Tra i punti sollevati c’è la difficoltà di instaurare un dialogo costruttivo con la dirigenza. Gli studenti chiedono maggiori occasioni di confronto e una gestione delle relazioni interne che consenta di affrontare le criticità attraverso un dialogo aperto.
La protesta riguarda anche le condizioni igienico-sanitarie e strutturali dell’istituto, oltre ad alcuni aspetti dell’organizzazione scolastica. I ragazzi chiedono maggiore chiarezza nelle decisioni che coinvolgono gli alunni e contestano i costi dei viaggi d’istruzione, ritenuti potenzialmente penalizzanti per le famiglie con minori disponibilità economiche.
Le rivendicazioni del Liceo Scorza si concentrano quindi su questioni concrete: condizioni degli ambienti scolastici, trasparenza nelle scelte organizzative, diritto di assemblea e possibilità di partecipare alle decisioni che incidono sulla quotidianità degli studenti.
L’obiettivo dichiarato dai promotori è richiamare l’attenzione su problemi che, a loro giudizio, non hanno ricevuto risposte adeguate. La richiesta è quella di essere ascoltati e di poter contribuire in modo attivo alla costruzione di una scuola più partecipata.
Corigliano Rossano, studenti al fianco degli agricoltori contro il caro carburante
La mobilitazione ha coinvolto anche Acri e Corigliano Rossano, dove gli studenti delle scuole superiori hanno espresso solidarietà alle categorie produttive impegnate nella protesta contro il caro carburante e l’aumento dei prezzi. A Corigliano i ragazzi hanno raggiunto il presidio degli agricoltori allestito da tre giorni presso la rotatoria di contrada Santa Lucia, lungo la strada statale 106 Jonica. La protesta degli operatori agricoli punta a richiamare l’attenzione sulle difficoltà legate all’incremento dei costi del carburante e sulle ricadute per le attività produttive.
Prima di raggiungere il presidio, gli studenti si sono ritrovati nei pressi del parco comunale di Corigliano, dove sono stati raggiunti da Mario Oliveto, rappresentante degli agricoltori e promotore dell’iniziativa. Oliveto ha accompagnato i ragazzi in corteo verso la statale 106, a bordo del proprio trattore. Al parco comunale era presente anche il sindaco di Corigliano Rossano, Flavio Stasi
La partecipazione degli studenti ha messo in evidenza il collegamento tra le difficoltà del mondo della scuola e quelle delle famiglie e dei lavoratori. L’aumento del costo della vita, infatti, non riguarda soltanto il bilancio domestico, ma incide anche sulla sostenibilità delle attività economiche e sulle opportunità delle giovani generazioni.
La mobilitazione a Corigliano Rossano si è articolata in due momenti distinti. Mentre a Corigliano gli studenti hanno aderito al presidio degli agricoltori sulla statale 106, a Rossano le scolaresche hanno partecipato a un’iniziativa in piazza Bernardino Le Fosse.
Le proteste locali si inseriscono nel quadro delle mobilitazioni regionali e nazionali contro il caro benzina, il caro prezzi e il caro vita. Al centro delle richieste ci sono le difficoltà economiche che interessano le famiglie e le categorie produttive, chiamate a sostenere costi crescenti per le attività quotidiane e lavorative.
Alla manifestazione è arrivata anche la solidarietà di Andrea Ferrone, segretario generale della CGIL Pollino Sibaritide Tirreno. Il rappresentante sindacale ha richiamato il legame tra le rivendicazioni degli studenti e quelle di agricoltori, pescatori e autotrasportatori, evidenziando come l’aumento del costo della vita rappresenti un problema crescente per chi lavora e per le nuove generazioni.
La partecipazione degli studenti ai presidi conferma la convergenza tra istanze diverse, accomunate dalla preoccupazione per gli effetti degli aumenti dei prezzi sul potere d’acquisto e sulle possibilità di programmare il futuro.
Scuola, ambiente e costo della vita: le richieste degli studenti
Le iniziative svolte a Cosenza e a Corigliano Rossano hanno avuto modalità differenti, ma hanno portato all’attenzione temi che riguardano direttamente la vita degli studenti e delle loro famiglie. Da una parte, la manifestazione nazionale ha contestato le politiche sull’istruzione, le riforme scolastiche e le priorità di spesa del governo, chiedendo maggiori investimenti nella scuola pubblica e nella tutela dell’ambiente. Dall’altra, la protesta autonoma del Liceo Scorza ha posto l’accento sul funzionamento dell’istituto, sugli spazi di confronto e sulle condizioni strutturali e igienico-sanitarie.
A Corigliano Rossano, invece, la partecipazione degli studenti alle iniziative contro il caro carburante ha allargato il confronto alle difficoltà economiche del territorio e alle condizioni delle categorie produttive. Il filo conduttore delle diverse mobilitazioni è la richiesta di risposte su questioni che incidono sulla quotidianità: qualità dell’istruzione, accessibilità delle attività scolastiche, possibilità di partecipare alla vita degli istituti e aumento delle spese familiari.
Le proteste si sono svolte attraverso manifestazioni, presidi e cortei, con l’intento di portare le rivendicazioni degli studenti all’attenzione delle istituzioni e della comunità locale. A Cosenza e in provincia, la giornata ha così riunito iniziative legate sia alle politiche nazionali sulla scuola sia alle criticità specifiche degli istituti e alle difficoltà economiche del territorio. Di seguito la fotogallery delle proteste.








