Il presidente dei farmacisti del Cosentino tranquillizza sulla continuità delle forniture: «Nessun impatto immediato sui medicinali, la rete distributiva tiene. Bisogna, però, monitorare le tensioni geopolitiche globali e in particolare ciò che accade nello Stretto di Hormuz»
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Nessun blocco per i farmaci nel Cosentino, almeno per il momento. Lo sciopero degli autotrasportatori – che sta determinando lo svuotamento degli scaffali dei supermercati – non ha impattato sulle consegne e la rete distributiva locale ha garantito la continuità del servizio senza particolari scossoni. Ma il vero traguardo è stato il graduale superamento delle forti criticità che avevano segnato i mesi scorsi, quando medicinali complessi da reperire – come la Quetiapina e diversi tipi di anticoagulanti e antiepilettici – erano quasi introvabili per i pazienti. Una boccata d'ossigeno che riporta serenità sul territorio, anche se il quadro complessivo impone di non abbassare la guardia. L'intera filiera, infatti, si muove su un equilibrio delicato, legato a doppio filo con ciò che accade al di fuori dei nostri confini, che determina blocchi o rallentamenti per quanto concerne l'approvvigionamento delle materie prime.
A fare il punto sulla situazione è Costantino Gigliotti, presidente dell'Ordine provinciale dei farmacisti di Cosenza, che invita a tracciare una linea netta tra due concetti spesso confusi ma profondamente diversi, ognuno figlio di dinamiche differenti e bisognoso di interventi mirati: la carenza e l'indisponibilità di un medicinale.
La differenza tra carenza e indisponibilità
«Nella provincia di Cosenza – spiega Gigliotti – non si registrano grandi carenze. Più che di carenze, dovremmo parlare di indisponibilità. I farmaci – prosegue – sono presenti e quelli che erano stati segnalati negli scorsi mesi sono tornati disponibili attraverso i normali canali distributivi, sia quello farmaceutico sia quello della distribuzione per conto».
«La carenza – prosegue il presidente dell’Ordine provinciale – si verifica quando il farmaco manca strutturalmente a monte perché l'azienda farmaceutica non riesce a produrlo o a garantire i volumi necessari a livello centrale. L'indisponibilità, invece, può dipendere da fattori più fluidi e localizzati, come improvvisi picchi di consumo, difficoltà temporanee dei distributori o colli di bottiglia nel reperimento delle materie prime».
«In questo momento, in tutte e cinque le province calabresi – rassicura Gigliotti – sta rientrando tutto nei binari della normalità. Il contesto è tranquillo e non vedo pericoli imminenti, almeno sulla base delle segnalazioni costanti che ricevo dai colleghi».
«Ci tengo a sottolineare inoltre che, accanto ai marchi più noti, esistono gli equivalenti, che hanno lo stesso identico utilizzo terapeutico e sono regolarmente disponibili. Purtroppo, da noi persiste ancora una forte resistenza psicologica legata al farmaco di marca – rileva – mentre bisognerebbe considerare con molta più apertura e fiducia queste alternative».
Guerra e trasporti, il rischio arriva dall'estero
La ritrovata stabilità delle forniture non significa, tuttavia, che il sistema sia del tutto impermeabile a nuove incognite. Le tensioni internazionali e le fragilità strutturali della logistica globale continuano a pesare sui tempi di produzione e distribuzione, principalmente a causa della forte dipendenza dell'industria farmaceutica continentale dai mercati extra-europei.
«La situazione mantiene una sua intrinseca precarietà – avverte Gigliotti – perché i conflitti geopolitici e le crisi dei grandi vettori di trasporto possono provocare rallentamenti da un momento all'altro. Dobbiamo necessariamente guardare a quello che succede fuori dall'Italia – aggiunge – poiché la maggior parte dei principi attivi proviene dall'estero e, se si verificano intoppi nelle forniture globali, le conseguenze finiscono per riflettersi anche sui nostri territori».
Un recente banco di prova è stato lo sciopero degli autotrasportatori, che avrebbe potuto teoricamente innescare criticità nella distribuzione locale.
«Le consegne sono avvenute regolarmente – spiega Gigliotti – anche grazie all'efficienza dei grossisti della zona, che hanno blindato il servizio e garantito i flussi quotidiani. A livello ordinistico non ho ricevuto lamentele particolari – fa notare – né da parte dei cittadini né da parte dei farmacisti sul territorio».
La vulnerabilità strutturale legata alla provenienza estera delle materie prime resta però lo sfondo su cui si misurano i rischi futuri, incluse le forti preoccupazioni per le tensioni geopolitiche nell'area dello Stretto di Hormuz, snodo marittimo vitale per i traffici commerciali del pianeta.
«Purtroppo, non è possibile prevedere l'evoluzione degli scenari futuri – conclude Gigliotti – e anche se l'auspicio resta sempre quello di una stabilizzazione, occorre monitorare attentamente ciò che accade all'estero. La disponibilità dei principi attivi essenziali – ribadisce – dipende in larghissima parte da quelle dinamiche internazionali».
Il monitoraggio dell'Aifa e il nodo delle farmacie online
In prima linea nel monitorare le oscillazioni e le criticità del mercato farmaceutico c'è l'Aifa. L'Agenzia italiana del farmaco pubblica costantemente aggiornamenti mirati sui medicinali temporaneamente carenti, attivando all'occorrenza precise misure di salvaguardia per tutelare l'approvvigionamento interno, incluse restrizioni temporanee alle esportazioni verso l'estero nei casi più complessi.
«Nel momento in cui si riscontra la mancanza di un farmaco – spiega Gigliotti – la farmacia ha la possibilità di contattare direttamente l'azienda produttrice per verificare la reale disponibilità di scorte residue nei magazzini. Se il prodotto è presente – specifica – l'azienda si attiva per sbloccare la fornitura e farla arrivare rapidamente attraverso i normali canali distributivi».
Questo delicato ecosistema è stato al centro di un approfondito convegno ospitato nelle aule dell'Università della Calabria, un tavolo di confronto interamente dedicato alla carenza dei medicinali e alle complesse dinamiche che regolano la distribuzione. Tra i relatori di spicco figurava anche Domenico Di Giorgio, dirigente dell’Ufficio Carenze, Qualità dei prodotti e Contrasto al crimine farmaceutico dell’Aifa, in prima linea proprio nella gestione di queste problematiche.
«È stato un appuntamento di altissimo profilo e ricco di spunti operativi – sottolinea Gigliotti – durante il quale è emerso con forza anche il pericolo legato ai siti internet non autorizzati. È fondamentale che i cittadini prestino la massima attenzione – raccomanda – ricordando di rivolgersi esclusivamente ai canali legali e certificati per l'acquisto di qualunque farmaco, evitando pericolose scorciatoie sul web».


