«Abbiamo appena inaugurato nuovi ambulatori e, per ottenere una consulenza specialistica, bisogna andare all’hub?». Il sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi torna ad attaccare l’organizzazione sanitaria della Sibaritide dopo la segnalazione della consigliera regionale Rosellina Madeo sulle consulenze pneumologiche da indirizzare all’Annunziata di Cosenza.

Il primo cittadino chiede all’Asp di chiarire immediatamente contenuti ed effetti della disposizione e torna a definire la nuova struttura aperta il 6 ottobre come un «poliambulatorio», ribadendo che l’ospedale vero e proprio non è ancora completato.

«L’apertura di nuovi spazi adibiti a struttura sanitaria rappresenta una buona notizia per la città e per il territorio, così come il fatto che i lavori per il nuovo Ospedale della Sibaritide stiano andando avanti», afferma Stasi. «Non sono però terminati con la cerimonia mediatica del 6 ottobre: il concessionario avrebbe dovuto consegnare un ospedale ed invece ha consegnato un poliambulatorio ancora privo di rete idrica e fognaria».

«Applicare le penali e finanziare Emodinamica e Medicina nucleare»

Stasi torna poi sul tema delle penali contrattuali per i ritardi e rilancia la proposta di utilizzare quelle risorse per potenziare la dotazione sanitaria del presidio.

«Ribadisco il mio invito al presidente della Giunta regionale affinché si utilizzino le penali a carico del concessionario per finanziare servizi fondamentali, a partire da Emodinamica e Medicina nucleare».

Per il sindaco si tratta di prestazioni essenziali per dare al nuovo ospedale una funzione realmente adeguata alle esigenze del territorio.

Il nodo delle consulenze e del personale

Il passaggio più duro riguarda però il funzionamento quotidiano del poliambulatorio.

«Se il trasferimento dell’ambulatorio a Insiti ha fatto venir meno la possibilità di assicurare le consulenze nei nostri ospedali, qualcuno deve spiegare quale miglioramento sia stato ottenuto per i cittadini», sostiene Stasi.

Il sindaco chiede inoltre un piano del personale capace di garantire contemporaneamente l’attività nelle nuove sedi e nei presidi ancora operativi.

«Il personale non si moltiplica tagliando un nastro. Se gli stessi professionisti devono coprire più sedi, questo percorso non può che peggiorare la qualità dei servizi erogati nei confronti dei pazienti».

«Serve trasparenza sulla gestione privata»

Stasi amplia poi il ragionamento al modello di gestione dell’ospedale, richiamando il ruolo del concessionario privato nei servizi di supporto.

«È necessario aprire una discussione pubblica su quanto costa e come funziona questo modello. Le attività cliniche restano pubbliche, ma una parte rilevante del funzionamento della struttura viene affidata al concessionario e pagata dal servizio sanitario».

Secondo il sindaco, a regime il servizio sanitario dovrebbe versare al concessionario circa 21 milioni di euro all’anno, dopo una spesa di circa 300 milioni di euro per la realizzazione dell’opera.

Stasi ribadisce di aver sostenuto in passato una soluzione diversa: affidare al privato la sola costruzione del nosocomio, lasciando la gestione direttamente all’Azienda sanitaria.

«Ora bisogna riempire l’ospedale di contenuti»

La richiesta finale resta quella di far rispettare i contratti e completare la struttura con servizi e personale adeguati.

«A scelte fatte – conclude Stasi – ora è il momento di far rispettare i contratti, di riempire l’ospedale di contenuti, a partire da Medicina nucleare ed Emodinamica, e di garantire una fase transitoria efficiente, senza gravare ulteriormente su cittadini già esasperati».