Andare oltre la diagnosi per prendersi cura della persona nella sua totalità. È questo il filo conduttore del “Salotto in Rosa”, l'iniziativa che si è svolta questa mattina, lunedì 12 ottobre, nella sala consiliare della Delegazione municipale di Fuscaldo Marina, nell'ambito del Grace in Tour 2026. Una mattinata di confronto e sensibilizzazione dedicata alla prevenzione, al benessere fisico ed emotivo dei pazienti oncologici e dei caregiver, al valore della rete associativa e al ruolo fondamentale di chi accompagna quotidianamente una persona nel percorso di cura.

L’appuntamento è stato promosso dall'associazione Grace ETS e dal Comune di Fuscaldo, in collaborazione con la Pro Loco Fuscaldo, l'associazione Ri-Uniti Calabria Oncologia (A.R.C.O.) e l'Odv Sanità è Vita, con il patrocinio di Europa Donna Italia ed Europa Donna Delegazione Calabria.

Il confronto tra i relatori

A moderare il “Salotto in Rosa” è stata, invece, Natia Malaspina, vicepresidente dell'associazione Grace ETS, che ha accompagnato il confronto tra i relatori, dando spazio ai diversi aspetti della presa in carico della persona durante il percorso oncologico: dalla prevenzione al sostegno psicologico, dalla riabilitazione al supporto sociale, fino al ruolo di chi assiste quotidianamente una persona malata.

Le sinergie

Ad aprire l'incontro sono stati i saluti istituzionali dell'avvocato Giacomo Middea, sindaco di Fuscaldo, e di Franca Vacante, in rappresentanza della Pro Loco. A illustrare il significato dell'iniziativa e il percorso del Grace in Tour è stata Lidia Papisca, presidente dell'associazione Grace ETS, che ha ribadito l'importanza di portare nei borghi calabresi occasioni di ascolto, condivisione e sostegno.

La prevenzione

Ottobre è il mese dedicato alla sensibilizzazione della prevenzione dei tumori al seno e uno dei punti centrali della mattinata è stato proprio il tema della prevenzione, accompagnato dalla presenza, all'esterno della struttura, del Caravan della Prevenzione dell'associazione A.R.C.O., attivo per l'intera durata dell'evento. Un presidio concreto di prossimità sanitaria, pensato per avvicinare i servizi e la cultura della prevenzione al territorio.

Gli interventi

A intervenire sul valore della diagnosi precoce e dell'attività svolta dal Caravan è stato il dottor Paolo Strati, medico chirurgo specialista in radiologia diagnostica. Spazio poi al contributo di Maria Nedda, presidente dell'associazione La Danza della Vita e delegata di Europa Donna Calabria, che ha approfondito il ruolo dell'associazionismo nell'accompagnamento delle pazienti durante e dopo il percorso oncologico.

Il confronto è proseguito con Alessandra Cozza, presidente di “Sanità è Vita”, che ha posto l'accento sull'importanza delle reti territoriali a sostegno delle persone con patologie oncologiche e delle loro famiglie. Una rete che deve saper rispondere non soltanto alle necessità sanitarie, ma anche ai bisogni quotidiani, relazionali e sociali che emergono quando la malattia entra nella vita di una persona.

La dimensione emotiva è stata al centro dell'intervento della dottoressa Caterina Patamia, psicologa e delegata di Europa Donna, che ha affrontato l'impatto della diagnosi sulla paziente e sui suoi affetti, sottolineando il valore del sostegno psicologico. Perché la malattia non coinvolge soltanto il corpo, ma può incidere profondamente sull'equilibrio personale e familiare, rendendo fondamentale un accompagnamento capace di riconoscere e accogliere anche le fragilità emotive.

Il contributo della fisioterapia e il tema dei diritti

Dal benessere psicologico alla riappropriazione del proprio corpo: il fisioterapista Luigi Novello ha approfondito il contributo della fisioterapia nel percorso oncologico e post-oncologico, con particolare attenzione al recupero funzionale, al movimento e alla qualità della vita.

Giusy De Giovanni, assistente sociale dell'associazione Grace ETS, ha invece affrontato il tema dei diritti, dei servizi e delle forme di sostegno disponibili per le persone in cura e per i loro familiari.

Le testimonianze

A chiudere il percorso delle testimonianze, il tema del caregiver, definito il “cuore invisibile della cura”. Francesco Provenzano, dell'associazione A.R.C.O., ha portato al centro dell'attenzione la propria esperienza personale accanto alla moglie Emilia, raccontata nel libro “Emilia, la mia stella”. Una storia dalla quale è nato anche un percorso di impegno per la prevenzione, rappresentato concretamente dall'attività del Caravan sul territorio.

Ascolto e sostegno emotivo 

Il “Salotto in Rosa” si è così confermato uno spazio di dialogo nel quale competenze professionali, testimonianze ed esperienza associativa si sono incontrate attorno a una visione condivisa: la cura non si esaurisce nella diagnosi e nelle terapie, ma comprende l'ascolto, il sostegno emotivo, la riabilitazione, l'accesso ai servizi e la vicinanza alle famiglie.