L’intelligenza artificiale sta cambiando rapidamente il modo in cui si produce, si seleziona e si diffonde la conoscenza. Una trasformazione che investe anche il mondo dell’informazione, chiamato a confrontarsi con strumenti capaci di elaborare quantità sempre maggiori di dati, generare contenuti e modificare profondamente i processi editoriali. Ma proprio mentre cresce l’attenzione sulla diffusione dei nuovi modelli di IA, emerge una domanda destinata ad assumere un peso sempre maggiore: quale sarà il destino dell’informazione di qualità che alimenta questi sistemi? È in questo ambito che si inserisce la riflessione di Domenico Maduli, presidente del network LaC e del gruppo editoriale Diemmecom, realtà editoriale calabrese che da anni ha scelto di misurarsi con le trasformazioni tecnologiche e con l’evoluzione dei linguaggi dell’informazione. Una riflessione che Maduli ha portato recentemente anche al forum internazionale “Words of Hope”, promosso dal think tank Entopan, dove il rapporto tra intelligenza artificiale, innovazione e futuro è stato al centro del confronto tra personalità del mondo istituzionale, economico, culturale e dell’informazione. Il punto di partenza, per Maduli, è la necessità di non fermarsi alla tecnologia, ma di interrogarsi sulle conseguenze che la rivoluzione dell’IA avrà sulla qualità delle informazioni e, di conseguenza, sulla qualità della conoscenza prodotta.

«Se ne vedranno delle belle nei prossimi mesi. Ci si sta preoccupando, giustamente, dei tanti e diversi modelli di intelligenza artificiale, alcuni dei quali ancora senza adeguate certificazioni o garanzie. Ma c’è una questione di cui si parla molto meno: che fine sta facendo l’informazione che alimenta e contribuisce a definire la qualità di questi sistemi?». È una domanda che sposta il baricentro del dibattito. Non soltanto quali strumenti utilizzare, dunque, ma soprattutto quali contenuti e quali fonti debbano costituire la base sulla quale l’intelligenza artificiale costruisce le proprie risposte.

Nel “Words of Hope forum” promosso da Entopan evidenziata anche l'incidenza dell'intelligenza artificiale sul mondo dell'informazione, con il contributo del nostro editore Domenico Maduli.

Per Maduli, il valore dell’informazione giornalistica rimane centrale anche nell'era degli algoritmi. «L’informazione giornalistica resta una pietra miliare per qualsiasi modello serio di produzione e diffusione della conoscenza. È una risorsa fondamentale e, proprio per questo, va profondamente riorganizzata, innovata e sostenuta».

Il Forum di Entopan

La sfida, quindi, non consiste nel contrapporre giornalismo e tecnologia, ma nel governare il cambiamento preservando il valore della produzione giornalistica. Un passaggio che riguarda direttamente gli editori, chiamati a ripensare modelli, strumenti e strategie per affrontare una trasformazione destinata a incidere sempre più profondamente sull’intero ecosistema dell’informazione. Da qui un’altra domanda, altrettanto diretta: «La domanda allora è semplice: chi ne sta parlando?». L’editore Maduli sottolinea come il tema sia già avvertito da una parte del mondo dell’informazione. «Noi lo stiamo facendo da mesi». 

In questa prospettiva, il network LaC si propone come una realtà editoriale proiettata verso il futuro, chiamata non a subire i cambiamenti tecnologici ma a interpretarli e a governarli. La riflessione di Maduli lascia infine intravedere un passaggio ulteriore: quello che conduce dalle parole ai fatti. «Tra non molto presenteremo novità vere, concrete, che vanno esattamente in questa direzione». Un annuncio che apre uno scenario destinato ad essere seguito con attenzione. Perché la partita sull’intelligenza artificiale non si gioca soltanto sulla potenza dei nuovi modelli, ma anche sulla qualità di ciò che quei modelli restituiscono. E in questa partita, secondo la prospettiva indicata dal presidente del network LaC, l’informazione autentica può diventare non un elemento del passato da difendere, ma una delle infrastrutture fondamentali del futuro.