Mettere in relazione ricerca pubblica, istituzioni e sistema produttivo per trasformare le competenze scientifiche presenti nell’area urbana in occasioni di sviluppo. È stato questo il tema centrale di “WeAREa Cosenza. Connessioni in Movimento”, l’iniziativa promossa dall’Area territoriale di ricerca del Consiglio nazionale delle ricerche con il patrocinio della Provincia di Cosenza.

L’appuntamento si è svolto giovedì 15 ottobre nella Sala degli Specchi del Palazzo della Provincia e ha riunito le diverse strutture del Cnr operative tra Cosenza e Rende.

La giornata è stata pensata per favorire la conoscenza reciproca tra gli istituti, condividere esperienze e individuare possibili collaborazioni con le amministrazioni pubbliche e le imprese del territorio.

Il confronto tra Cnr e istituzioni locali

Ad aprire i lavori, collegato da Roma, è stato il presidente del Cnr Andrea Lenzi. Ai saluti istituzionali hanno partecipato il presidente della Provincia Biagio Faragalli, il sindaco di Cosenza Franz Caruso e il vicesindaco di Rende Fabio Liparoti.

L’Università della Calabria è stata rappresentata dal professore Carmine Maletta, intervenuto per conto del rettore Gianluigi Greco.

Il confronto ha posto al centro il ruolo della ricerca pubblica come motore dell’innovazione e strumento per affrontare le trasformazioni economiche, amministrative e sociali. L’obiettivo dichiarato è fare in modo che conoscenze, infrastrutture e risultati scientifici possano trovare applicazione nelle politiche pubbliche e nelle attività delle aziende.

Faragalli: «La ricerca deve dialogare con il territorio»

Il presidente della Provincia ha confermato la disponibilità dell’ente a sostenere percorsi condivisi tra mondo scientifico e sistema produttivo.

«Crediamo fortemente nel valore della collaborazione tra istituzioni, mondo della ricerca e imprese», ha dichiarato Faragalli. «La ricerca scientifica non deve rimanere confinata nei laboratori, ma deve poter dialogare con chi amministra il territorio, con chi fa impresa e con chi ogni giorno lavora per migliorare la qualità della vita delle nostre comunità».

Per il presidente, iniziative di questo tipo possono offrire l’occasione per riunire competenze differenti e porre le basi di progetti comuni.

«Come Provincia siamo pronti a fare la nostra parte per favorire questo dialogo e sostenere percorsi di collaborazione capaci di produrre risultati concreti», ha aggiunto.

Le attività dei sette istituti presenti nell’area cosentina

Durante la giornata sono state presentate le attività dei sette istituti che fanno riferimento all’Area territoriale di ricerca di Cosenza.

I rappresentanti delle strutture hanno illustrato progetti, infrastrutture scientifiche, risultati raggiunti e prospettive di sviluppo. Il confronto ha restituito un quadro delle competenze disponibili sul territorio e delle possibili applicazioni nei rapporti con le imprese e con la pubblica amministrazione.

Una parte dei lavori è stata dedicata anche al dialogo tra le strutture territoriali e la sede centrale del Cnr, con approfondimenti su servizi, strumenti e opportunità destinati alla comunità scientifica e amministrativa.

La Provincia propone una collaborazione stabile

La Provincia di Cosenza intende assumere un ruolo di raccordo tra gli organismi di ricerca, le amministrazioni locali e il tessuto imprenditoriale.

«Fare rete significa riconoscere che lo sviluppo di un territorio nasce dalla capacità di mettere insieme energie, competenze e visioni», ha concluso Faragalli. «La presenza del Cnr rappresenta un patrimonio prezioso: valorizzarlo attraverso una collaborazione stabile con le istituzioni e il tessuto imprenditoriale significa investire sulle potenzialità della nostra terra».