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“MATER COSENZA” | Scacco matto ai pusher. Madre coraggio denuncia il figlio: 35 arresti

“MATER COSENZA” | Scacco matto ai pusher. Madre coraggio denuncia il figlio: 35 arresti

E’ in corso dalle prime luci dell’alba una vasta operazione dei carabinieri del Comando Provinciale di Cosenza, supportati dai colleghi dello squadrone eliporto “Cacciatori di Calabria”, della compagnia speciale, del nucleo cinofili e del nucleo elicotteri di vibo valentia.

Sono 250 i militari dell’arma che stanno dando esecuzione a 35 misure cautelari, in carcere (10) e agli arresti domiciliari (16), nonché a 9 obblighi di dimora, emessi dal g.i.p. del tribunale di Cosenza, Giusy Ferrucci, su richiesta della procura della Repubblica di Cosenza, nella persona del sostituto procuratore titolare del fascicolo d’indagine, Giuseppe Francesco Cozzolino, del procuratore capo, Mario Spagnuolo e dell’procuratore aggiunto, Marisa Manzini.

Le indagini, condotte dalla Compagnia Carabinieri di Cosenza, sono partite da una madre disperata, umile collaboratrice domestica, che vedendo il figlio, piccolo spacciatore, minacciato dal suo fornitore per non aver pagato le partite di droga ricevute, si è fatta coraggio e si è presentata al maresciallo comandante della stazione di Cosenza-Nord, Francesco Parisi al quale ha denunciato tutto.

Immediatamente sono scattate le indagini che dal gennaio 2015 si sono protatte fino ad oggi consentendo d’individuare una serie di gruppi di pusher che si erano spartiti le piazze di spaccio del capoluogo cosentino, operando in regime di libera concorrenza determinata da un’incessante domanda di droga, testimoniata dai quasi settecento episodi di spaccio documentati.

A carico di alcuni grossisti anche l’accusa di estorsione per aver minacciato e picchiato dei pusher che non avevano pagato le partite di droga smerciate. Le armi ritrovato hanno confermato la pericolosità di alcuni dei soggetti arrestati.

Saranno proprio i debiti di droga a costringere alcuni pusher a diventare anche ladri seriali specializzati in furti su autovetture e furgoni da lavoro, dai quali rubavano qualsiasi cosa potessero rivendere per racimolare contanti. (a. a.)

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