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Anomalie nelle liquidazioni dei gratuiti patrocini, stato di agitazione dei penalisti del foro di Cosenza

Anomalie nelle liquidazioni dei gratuiti patrocini, stato di agitazione dei penalisti del foro di Cosenza

Un diritto dei cittadini, un dovere degli avvocati. Ma con la legge sulla fatturazione elettronica per tutti i rapporti con le amministrazioni dello Stato, e tra questi vi sono anche i compensi per i legali, relativamente all’ammissione del cittadino al “patrocinio a spese dello Stato”, la situazione è davvero peggiorata. 

La Camera Penale di Cosenza nel mese di febbraio ha raccolto diverse segnalazioni in merito ad anomali ritardi nelle procedure di cancellerie per la liquidazione die compensi, avviando un’attività di monitoraggio finalizzata a comprendere il reale motivo di questo ritardo, che ricade purtroppo sulle spalle dei cittadini.

Nel corso dei controlli i componenti delegati del Consiglio direttivo della Camera Penale di Cosenza hanno verificato una impasse amministrativa concernente le liquidazioni dei compensi per le attività svolte in difesa dei cittadini ammessi al patrocinio a spese delle Stato. Alcuni procedimenti risalgono addirittura al 2016.

Ritardi immotivati che hanno indotto la Camera Penale di Cosenza ad inviare una nota dettagliata al presidente del tribunale di Cosenza che, rilevandone la fondatezza, ha ritenuto di dover intervenire al fine di eliminare gli inconvenienti che hanno determinato le inefficienze che si sono verificate, disponendo con riordino delle attività amministrative.

Direttive, tuttavia, disattese in quanto l’iniziativa del presidente del tribunale di Cosenza non ha permesso una rapida soluzione del problema.

Così, dopo aver rilevato alcune norme deontologiche e richiamato una serie di attività avviate nel 2015 dalla stessa Camera Penale di Cosenza, nel corso della quale erano state già denunciate queste omissioni amministrative, il Consiglio direttivo della Camera penale di Cosenza ha deliberato l’immediato stato di agitazione degli avvocati penalisti del foro di Cosenza, che in assenza di concreta ed immediata rimozione degli ostacoli che rendono non più esercitabile, il diritto di difesa dei cittadini non abbienti, sarà proclamata l’astensione dei penalisti di Cosenza da ogni attività difensiva nelle udienze e nelle attività giudiziarie del settore penale.

La delibera è stata inviata al ministro della Giustizia, al ministero per la Semplicazione e la pubblica amministrazione, al presidente del tribunale di Cosenza, nonché ai presidenti della sezione penale e della sezione gip/gup di Cosenza.

La Camera Penale di Cosenza, infine, ha ottenuto il sostegno incondizionato della Giunta dell’Unione delle Camere Penali italiane che ha condiviso tutti i punti richiamati dai penalisti cosentini, dichiarandosi pronta ad affiancare la Camera Penale di Cosenza in tutte le opportune iniziative che riterrà di intraprendere per eliminare questo inammissibile vulnus dell’effettività del diritto di difesa.

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