Dopo i nuovi dissesti del 2026, il geologo del Cnr chiede chiarezza su interventi, fondi e sicurezza nell’area commerciale
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Nel 2011, in qualità di ricercatore del CNR – Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica, sentii il dovere morale di denunciare con veemenza - attraverso vari servizi televisivi e comunicati stampa - la presenza di una grave situazione di rischio idrogeologico nell’area commerciale di Zumpano, in cui si stavano realizzando una multisala cinematografica e un supermercato.
Il 2 marzo 2012, proprio in quell’area, si verificò una frana rapida di tipo scorrimento-colata che distrusse parte del supermercato alle ore 7:28 del mattino. Se fosse avvenuta appena un’ora dopo, avrebbe potuto provocare una tragedia con numerose vittime. A seguito della frana denunciai alla Procura della Repubblica di Cosenza la gravissima situazione di rischio che coinvolgeva l’area. A seguito della mia denuncia seguirono indagini giudiziarie e un successivo processo per disastro colposo che però non portò all’individuazione di soggetti responsabili penalmente dell’accaduto.
Su questa vicenda intervenne anche la trasmissione nazionale Presa Diretta di Riccardo Iacona su Rai3, con un servizio che molti cittadini calabresi ricordano ancora oggi e che contribuì a portare all’attenzione dell’opinione pubblica la gravità della situazione.
A distanza di 14 anni, tra il 12 e il 14 febbraio 2026, lo stesso settore territoriale è stato nuovamente interessato da gravi fenomeni di instabilità: nuovi distacchi di frana sul versante e contemporanea esondazione del fiume Crati con crollo della Strada Provinciale Destra Crati.
Come riportato anche dalla stampa (Il Quotidiano del Sud, 13 febbraio 2026), con Ordinanza contingibile e urgente n. 07/2026 il Sindaco ha disposto lo sgombero immediato delle attività commerciali presenti nell’area. Si tratta quindi di una situazione di rischio reale, attuale e formalmente riconosciuta dalla stessa amministrazione comunale.
Nei giorni scorsi ho effettuato un sopralluogo documentando con fotografie nuovi movimenti franosi che incombono direttamente sull’area commerciale.
Contestualmente ho osservato lavori di ripristino delle reti installate dopo la frana del 2012, oggi nuovamente danneggiate dagli ultimi dissesti.
Già nel 2012, dopo la frana che distrusse parte del supermercato, furono installate reti di contenimento sul versante. Qualora tali interventi siano stati realizzati con risorse pubbliche su terreni privati, sarebbe necessario chiarire il titolo giuridico che ne ha consentito il finanziamento, poiché in assenza di specifici presupposti normativi potrebbero configurarsi profili di danno erariale. Così come il danno erariale potrebbe configurarsi relativamente alle reti che si stanno installando in questi giorni.
Sotto il profilo tecnico, le reti metalliche rappresentano opere di protezione passiva superficiale, generalmente utilizzate per il contenimento di piccoli distacchi localizzati in pareti rocciose. Non costituiscono invece interventi di stabilizzazione geotecnica di versanti argillosi sub-verticali interessati da fenomeni di scorrimento-colata, per i quali sono normalmente necessari interventi strutturali di altra natura (regimazione delle acque, drenaggi profondi, opere di sostegno, rimodellamento dei pendii, consolidamenti profondi).
Per questo motivo chiedo pubblicamente al Sindaco, Dott. Fabrizio Fabiano, e al Vicesindaco, geologo, Dott. Paolo Settembrino:
- quali interventi strutturali definitivi siano stati progettati per la stabilizzazione del versante
- se i lavori attualmente in corso, così come nel 2012, sulle reti siano finanziati con fondi pubblici oppure privati
- nel caso siano fondi pubblici, sulla base di quale titolo giuridico siano stati utilizzati su terreni privati
- nel caso non siano interventi comunali, chi li abbia autorizzati ed eseguiti
- quali misure siano state adottate per garantire nel tempo la sicurezza delle attività commerciali e della viabilità sottostante
Questa area era classificata a rischio già prima della frana del 2012. Quel rischio era stato segnalato formalmente. Oggi, a distanza di anni, si ripresentano nuovi fenomeni nello stesso identico versante e nello stesso contesto territoriale.
Per queste ragioni sento il dovere, come geologo e come cittadino, di rendere pubbliche queste informazioni esclusivamente nell’interesse della tutela della pubblica e privata incolumità.
Serve chiarezza. Subito.
*Geologo Primo Ricercatore presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche

