Caos in Iran. Dopo le prime proteste dei giorni scorsi, l’appello del principe Reza Ciro Pahlavi esule negli Stati Uniti sembra aver fatto breccia nel cuore dei cittadini, che sono scesi in piazza e hanno ritirato fuori l’originaria bandiera dell’Impero persiano, caratterizzata dal Leone e dal Sole al centro, sostituita poi da quella attuale con al centro l’emblema di Allah.

Nel frattempo, si sospetta la fuga dell’Ayatollah Khamenei. Già nei giorni scorsi si pensava che la guida suprema del Paese potesse chiedere asilo politico alla Russia, ma adesso secondo diverse fonti internazionali l’Imam potrebbe essere già scappato da Teheran. 

Nonostante la repressione attuata nelle scorse settimane dal regime degli Ayatollah e la disattivazione della linea internet, evidentemente il messaggio del fu erede al trono di Persia è arrivato in tutte le case e migliaia di persone sono scese in piazza per protestare contro l’attuale governance del Paese. 

Intanto, la repressione degli Ayatollah nei giorni scorsi è stata durissima e il presidente USA, Donald Trump, ha già annunciato gravi conseguenze nel caso in cui l’atteggiamento dei governanti iraniani non dovesse cambiare nei prossimi giorni. Proprio dagli Stati Uniti arrivano ancora le parole del principe Pahlavi, che parla «dell’inizio di una nuova fase». Finora sono state, secondo ONG a stelle e strisce, circa 2.200 gli arresti.