Europa e Stati Uniti mostrano compattezza nel sostegno all’Ucraina e fanno passi avanti sulle garanzie di sicurezza per Kiev in vista di un possibile accordo con la Russia per la fine della guerra. È questo il messaggio principale emerso dal vertice della Coalizione dei Volenterosi, tenutosi oggi, 6 gennaio, a Parigi, al quale ha partecipato anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

In una nota diffusa da Palazzo Chigi, il governo italiano ha parlato di un incontro «costruttivo e concreto», che ha consentito di confermare «un alto livello di convergenza tra Ucraina, Stati Uniti, Europa e altri partner». Al centro del confronto, l’affinamento delle garanzie di sicurezza per Kiev, «ispirate all’articolo 5 dell’Alleanza atlantica», una linea che l’Italia sostiene da tempo.

Secondo quanto riferito, tali garanzie dovranno inserirsi in un pacchetto più ampio di intese, da definire in stretto coordinamento con Washington, con l’obiettivo di assicurare la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina. Il piano prevede anche un meccanismo di monitoraggio del possibile cessate il fuoco e un rafforzamento delle forze armate ucraine.

Nel quadro delle garanzie, i Paesi partecipanti hanno condiviso «l’importanza e la necessità di mantenere alta la pressione collettiva sulla Russia», ritenuta un elemento chiave per sostenere il percorso diplomatico e scoraggiare nuove escalation militari.

Nel confermare il sostegno italiano alla sicurezza dell’Ucraina, Meloni ha ribadito alcuni punti fermi della posizione del governo. In particolare, è stata riaffermata «l’esclusione dell’impiego di truppe italiane sul terreno», insieme al principio della volontarietà della partecipazione dei Paesi della coalizione a eventuali forze multinazionali e al rispetto delle procedure costituzionali nazionali per ogni decisione futura.

Una linea che, sottolinea Palazzo Chigi, «riflette principi più volte ribaditi dall’Italia» e che mira a coniugare il sostegno a Kiev con il rispetto dei vincoli costituzionali e politici interni, mantenendo al tempo stesso un forte coordinamento euro-atlantico sul dossier ucraino.