La premier illustra l’accordo firmato da Salvini e le misure approvate in Consiglio dei ministri: credito d’imposta sul gasolio, arretrati del trasporto marittimo e sostegni ad agricoltori e pescatori. Poi chiama in causa Piantedosi: garantire rifornimenti e libera circolazione.
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Nel videomessaggio diffuso dopo il Consiglio dei ministri del 22 ottobre, convocato a mezzogiorno a Palazzo Chigi, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni illustra le misure approvate per fronteggiare il caro carburanti e sostenere autotrasportatori, agricoltori e pescatori, rivendicando l’accordo raggiunto con le associazioni di categoria: «Non sono promesse quelle che sono state firmate, sono risorse che già stanno arrivando al comparto».
Al centro della protesta pesano il costo del carburante e la necessità di rendere concretamente disponibili i sostegni alle imprese. Proprio sulla distanza tra risorse stanziate e benefici effettivi insiste la premier, che presenta l’intesa come un passaggio già operativo e ringrazia le organizzazioni con le quali, sostiene, il confronto non si è mai interrotto.
Gasolio e pagamenti: che cosa annuncia Meloni
«Il Ministero dei Trasporti ha già cominciato a pagare e nei prossimi giorni le imprese riceveranno l’acconto sul credito d’imposta per il gasolio da marzo ad agosto 2026, che copriamo per intero», dichiara la presidente del Consiglio. La scelta illustrata è quella di anticipare l’erogazione rispetto alle verifiche: «I controlli si faranno dopo, perché chi lavora non può restare fermo ad aspettare la burocrazia».
Nel pacchetto descritto dalla premier rientrano lo sblocco, da novembre, dei pagamenti arretrati per il trasporto via mare e il rifinanziamento del credito d’imposta relativo a settembre e ottobre 2026, con 106 milioni di euro aggiuntivi rispetto ai 434 milioni già stanziati. Meloni annuncia inoltre più tempo per utilizzare i crediti, indicando come nuova scadenza il 31 marzo 2027.
L’intervento riguarda anche altri costi che gravano sulle aziende: la premier cita la possibilità di rinviare il pagamento dei canoni di leasing e l’adeguamento obbligatorio al prezzo del carburante di alcune tipologie di contratto meno tutelate. Misure che, nella ricostruzione del governo, recepiscono le richieste portate al tavolo dalle associazioni.
Il Consiglio dei ministri e gli aiuti ad agricoltura e pesca
La risposta economica viene accompagnata dalla rivendicazione della rapidità dell’intervento. «Sono risposte che devono arrivare immediatamente, per questo abbiamo riunito oggi un Consiglio dei ministri dedicato, oggi, non fra un mese», afferma Meloni nel video. «Abbiamo approvato le norme che servono a completare l’accordo», aggiunge, richiamando anche le misure predisposte con il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.
Per il settore agricolo, la presidente del Consiglio annuncia 60 milioni di euro destinati a un contributo a fondo perduto sul costo del gasolio agricolo; altri 10 milioni sono indicati per la pesca. «Anche qui sappiamo quanto la situazione sia complessa per i nostri pescatori», sottolinea.
La sequenza con cui Meloni presenta le decisioni contiene anche il messaggio politico dell’intervento: «L’accordo è stato firmato, i pagamenti sono già partiti, oggi si è svolto il Consiglio dei ministri». Palazzo Chigi vuole accreditare una risposta capace di tradursi rapidamente in sollievo per chi lavora. La verifica decisiva resta il passaggio dalle misure illustrate alla loro effettiva disponibilità per le imprese.
Il richiamo a Piantedosi e la linea contro le intimidazioni
Nella seconda parte del messaggio il registro cambia. Meloni ringrazia le associazioni che, riferisce, hanno revocato fermi e manifestazioni, definendo la scelta «un atto di responsabilità», quindi denuncia comportamenti che attribuisce a «pochi soggetti» ancora presenti in alcune zone: «Minacciano chi vuole lavorare, tagliano le gomme ai camion dei colleghi». Da qui la presa di posizione: «Questa non è protesta, è intimidazione. E l’intimidazione non la tolleriamo».
Sono accuse formulate dalla premier, che nel filmato non indica luoghi o singoli episodi. La distinzione tra protesta e violenza rimane dunque essenziale, anche per evitare di estendere all’intera categoria condotte denunciate nei confronti di alcuni.
Meloni riferisce di aver chiesto al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi di assicurare «la libera circolazione, la fornitura delle merci alle attività commerciali e quindi ai nostri cittadini», richiamando anche il rischio di speculazioni sui prezzi. Annuncia quindi il ricorso a tutti gli strumenti previsti dalla legge, comprese, nelle sue parole, le norme del decreto sicurezza «che hanno reso reato il blocco stradale».
«Questo governo rispetta pienamente chi vuole manifestare, ascolta chi chiede aiuto nel rispetto delle regole», afferma la presidente del Consiglio, rivendicando al tempo stesso il dovere di far rispettare le leggi. Il messaggio tiene insieme sostegno economico e fermezza, ma la soluzione della vertenza richiederà che entrambi producano risultati: merci che tornino a circolare e imprese nelle condizioni di continuare a lavorare. Riaprire le strade e rendere sostenibile il lavoro di chi le percorre sono le due prove sulle quali si misurerà la risposta del governo.


