Troppo forte il sindaco uscente da incutere timore alle coalizioni avversarie o mancanza di alternative? A centocinquanta giorni dalle seconde elezioni amministrative della storia, a Corigliano Rossano si respira un’atmosfera anomala. Ad oggi non c’è un alter ego a Stasi che sia uno. Tanto chiacchiericcio, numerose ipotesi ma nessuna ufficialità mentre il centrodestra prova a serrare i ranghi ed il centrosinistra – o buona parte tranne il Pd, perso tra le infinite polemiche fratricide – ha deciso da che parte stare (quella di Stasi). 

A proposito di schieramenti, tra gli interrogativi che destavano maggiore curiosità c’era quello che aleggiava sulla posizione di Azione, “potente” partito in queste ultime settimane seduto a più tavoli e con più teste. A spazzare via il mistero ed i dubbi ci pensa il capogruppo consiliare, Vincenzo Scarcello. Politico di lungo corso, tra gli scranni dell’assise rossanese da decenni, tra i migliori presidente di consiglio comunale della storia del territorio e “padre” della delibera di fusione che ha poi condotto al referendum, Scarcello non concede alcun beneficio di dubbio. Anche quando si spinge a giudicare l’operato di Flavio Stasi.

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