A Corigliano Rossano, il sindaco Flavio Stasi è al centro di una controversia che rischia di mettere in discussione l’integrità dell’intera amministrazione comunale. La recente decisione di allontanare Paolo Lo Moro dal ruolo di responsabile dell’anticorruzione ha scatenato un’ondata di critiche. Secondo il Coordinamento Cittadino di Fratelli d’Italia (FdI), questa mossa non rappresenta un passo verso una maggiore trasparenza, ma piuttosto un tentativo maldestro di nascondere problemi ben più gravi all’interno del Comune.

FdI ha apertamente accusato l’amministrazione di voler mascherare le proprie negligenze e i propri errori con una manovra che appare più come un insabbiamento che un atto di trasparenza. L’intera vicenda ha avuto inizio con una nota inviata dal partito all’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) il cui organismo in data  8 agosto 2024 segnalava l’incompatibilità di Paolo Lo Moro nel ricoprire il ruolo di responsabile dell’anticorruzione e della trasparenza. Questa segnalazione è arrivata in un momento delicato, poiché Lo Moro è attualmente sotto processo presso il tribunale di Castrovillari, con l’accusa di falsità materiale in relazione a un concorso pubblico per l’assunzione di vigili urbani. Nonostante la gravità della situazione, l’amministrazione comunale ha revocato l’incarico a Lo Moro solo il 5 settembre, quasi un mese dopo la nota dell’ANAC, sollevando dubbi e perplessità.

Questo ritardo nella rimozione di Lo Moro ha fatto sorgere diversi interrogativi tra i membri di Fratelli d’Italia. «La discrepanza temporale tra la segnalazione dell’ANAC e la rimozione di Lo Moro solleva il sospetto che l’amministrazione stia cercando di nascondere qualcosa», si afferma in una nota. «Non è chiaro se dietro questo ritardo vi sia una strategia per guadagnare tempo o se vi siano altre ragioni più oscure, ma una cosa è certa: la decisione di rimuovere Lo Moro non sembra essere stata presa per promuovere la trasparenza, ma piuttosto per mettere a tacere le critiche». Fratelli d’Italia non si è fermato alla semplice denuncia pubblica. Il coordinamento cittadino ha infatti deciso di rivolgersi direttamente al nuovo responsabile dell’anticorruzione, Luigi Greco, attuale comandante della polizia municipale. Greco, che ora si trova a ricoprire un ruolo di cruciale importanza per la trasparenza amministrativa, è stato invitato da FdI a compiere una revisione approfondita delle attività svolte da Lo Moro durante il suo mandato. In particolare, il partito ha chiesto di verificare la correttezza dei bandi pubblici e dei concorsi gestiti da Lo Moro, con l’obiettivo di scoprire eventuali irregolarità o favoritismi che potrebbero aver caratterizzato tali procedure. La denuncia di Fratelli d’Italia va oltre la semplice questione della rimozione di Lo Moro. L’intera vicenda rappresenta «un campanello d’allarme su come l’amministrazione comunale stia gestendo la trasparenza e la legalità». Le ipotesi di reato che coinvolgono Lo Moro, che vanno dalla falsità materiale all’omissione di atti d’ufficio, sono gravi e non possono essere sottovalutate. FdI ha espresso il timore che, se non verrà fatta chiarezza su questa vicenda, la fiducia dei cittadini nelle istituzioni locali potrebbe subire un duro colpo, con conseguenze difficilmente riparabili.