Il Partito Democratico di Cosenza attraversa una fase di paralisi interna che la maggioranza dell’Assemblea provinciale definisce senza mezzi termini una sospensione della normale vita democratica del partito. A denunciarlo è un documento sottoscritto dai componenti della maggioranza assembleare, che parlano apertamente di violazioni statutarie e di una gestione definita opaca e dilatoria.

Secondo quanto riportato nella nota, sono trascorsi 62 giorni, pari a oltre 1.400 ore, dalla prima richiesta formale di convocazione dell’Assemblea provinciale, senza che l’organismo sia stato riunito. A questo si aggiunge una seconda richiesta, avanzata una settimana fa, relativa alla mozione di sfiducia nei confronti del segretario provinciale pro tempore, rimasta anch’essa inevasa.

Una situazione che, secondo i firmatari, configura una duplice violazione dello Statuto nazionale e regionale: da un lato la mancata convocazione dell’Assemblea su richiesta di oltre un quinto dei suoi componenti, dall’altro l’omessa convocazione a seguito del deposito formale di una mozione di sfiducia. «L’Assemblea provinciale – sottolineano – è l’unico organismo legittimato al confronto politico e alle decisioni, ma viene tenuta in uno stato di sospensione forzata».

Nel documento si evidenzia inoltre come, mentre l’organismo assembleare resta fermo, la gestione provinciale sfiduciata stia procedendo alla convocazione di riunioni riservate di area, iniziative definite «politicamente improprie» in una fase in cui il confronto dovrebbe avvenire in sede ufficiale e pubblica.

A completare il quadro, la maggioranza assembleare segnala un ulteriore elemento critico: l’assenza di qualsiasi certificazione del tesseramento 2025. Dalla data della prima richiesta di convocazione, denunciano i firmatari, non risulta alcuna validazione delle iscrizioni, in violazione del regolamento nazionale che stabilisce tempi e modalità precise. «Un partito che non certifica i propri iscritti e sospende i propri organismi – si legge nella nota – paralizza di fatto la propria agibilità democratica».

Da qui la richiesta formale di rendere immediatamente pubblici i dati del tesseramento, indicando il numero delle iscrizioni effettuate dall’insediamento dell’attuale gestione fino al 31 dicembre. Una richiesta che viene definita non come un atto polemico, ma come un obbligo politico: «La trasparenza non è una concessione discrezionale, ma una condizione minima di credibilità».

Nel documento viene infine chiamata in causa la Presidente dell’Assemblea provinciale, invitata ad adempiere senza ulteriori rinvii alle proprie funzioni statutarie, procedendo alla convocazione immediata dell’Assemblea per consentire un confronto chiaro sulla fase politica in corso.

Il messaggio conclusivo è netto: «Il Partito Democratico non può tollerare una gestione personalistica e opaca delle regole interne. Il rispetto degli organismi, delle procedure e del tesseramento non è un dettaglio formale, ma il fondamento stesso della credibilità democratica». La nota è firmata dalla Maggioranza dell’Assemblea provinciale del PD di Cosenza.