Nota durissima della maggioranza dell’Assemblea provinciale contro il segretario pro tempore. Chieste dimissioni immediate e la restituzione dei locali del partito
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È una presa di posizione netta e senza mediazioni quella assunta dalla maggioranza dell’Assemblea provinciale del Partito Democratico di Cosenza, che interviene dopo l’intervista rilasciata dal segretario provinciale pro tempore Matteo Lettieri, nel pieno di una procedura di sfiducia interna.
«Siamo profondamente preoccupati per l’intervista rilasciata da Matteo Lettieri», si legge nella nota, che richiama subito il contesto politico e statutario in cui matura la contestazione, «in un momento delicato segnato da una chiara sfiducia espressa da 32 membri dell’Assemblea provinciale, nel pieno rispetto dello Statuto nazionale e regionale».
Di fronte a questa sfiducia, la maggioranza parla apertamente di una responsabilità non assunta. «Ci saremmo aspettati un gesto di responsabilità: dimissioni immediate e la liberazione dei locali della Federazione», scrivono, sottolineando come la richiesta venga motivata «a tutela della dignità delle istituzioni interne del Partito».
Nel documento viene poi respinta la linea difensiva adottata dal segretario provinciale. Lettieri, si legge ancora, «ha reagito con confuse invettive sull’“originalità” delle firme», evitando però di rispondere «a fatti oggettivi a lui imputabili». La nota elenca quindi una serie di criticità che la maggioranza attribuisce alla sua gestione: dalla «mancata convocazione degli organismi statutari» alla «mancata nomina di una segretaria provinciale», passando per «l’assenza totale di campagne di tesseramento», con numeri «ai minimi storici dal suo insediamento nel luglio 2025».
Vengono citate anche «le tessere cartacee 2025 custodite segretamente senza distribuzione», «l’assenza di iniziative politiche provinciali negli ultimi tre mesi» e «la nomina di una commissione illegittima», poi sciolta dal livello regionale per violazione dello Statuto.
Secondo quanto riportato nella nota, il fronte della sfiducia non solo sarebbe già maggioritario, ma starebbe incontrando tentativi di contrasto. «In queste ore si stanno verificando pressioni su chi ha aderito alla sfiducia», scrive la maggioranza, parlando di «lusinghe e intimidazioni finalizzate a bloccare un processo democratico, libero e trasparente», con la possibilità che «alcuni episodi vengano resi pubblici».
Nonostante la perdita della maggioranza numerica, si legge ancora, Lettieri «continua a tentare di resistere, sequestrando il Partito Democratico nella Provincia di Cosenza», opponendosi a una sfiducia che viene definita «chiara e condivisa». Una sfiducia che, secondo la nota, «non è più solo numerica, ma anche politica».
Il documento affonda poi sul piano politico-organizzativo: il segretario viene descritto come «rappresentante di una minoranza interna e di una ridotta di correnti, al di fuori dello Statuto», con una gestione che avrebbe prodotto «un Partito privo di regole, di iniziativa politica e di etica», arrivando a citare anche le difficoltà organizzative legate al congresso di Rende, «più volte rinviato».
In chiusura, la maggioranza dell’Assemblea provinciale – come indicato nella firma in calce – si dice «fiduciosa di poter ampliare ulteriormente il consenso» attorno a «un passo indietro necessario e auspicabile di Lettieri», chiedendo infine che il segretario «renda conto con urgenza agli organismi del Partito» delle dichiarazioni rese agli alleati sulle elezioni provinciali, «poiché nessun organismo è stato consultato».

