Lo sguardo critico del sindaco sulla politica regionale: «Questo modus operandi dà forza al centrodestra». Sulla querelle Tridico-Greco: «Pasquale ha scelto Bruxelles e le commissioni non è che contino molto in Regione...»
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Quando tocca temi prettamente politici, Sandro Principe non ha mai fatto sconti. Non li ha fatti nemmeno durante una lunga conferenza stampa in Comune a Rende dove ha spaziato da argomentazioni nazionali fino a quelle locali pertinenti la sua azione amministrativa. Ha dato la notizia dell’affidamento del Servizio di Ingegneria ed Architettura relativo alla redazione del Progetto Fattibilità Tecnico-Economica del Nuovo Ospedale di Cosenza, spiegando come intende operare nel 2026. Poi ha proposto un’analisi molto personale.
«Se sento affermare che le ideologie sono finite, avverto un senso di disturbo - ha detto -. Quando l’ideologia è interpretata come un valore, è cosa molto seria e non tutti sono animati dagli stessi valori. La sinistra ne rappresenta alcuni, la destra altri. Ci sono momenti in cui la società deve spingere per andare avanti, altri in cui un conservatorismo illuminato può far riposare il Paese. Noi siamo un’amministrazione di sinistra, che non ha chiuso le porte a persone di un centro liberal-democratico (l’assessore Andrea Cuzzocrea è di Forza Italia, ndr). Questo perché nella nostra visione starebbero bene con una sinistra moderna e non incapsulata in concetti di sole parole».
«Siamo forse presuntuosi – ha aggiunto Principe - ma riteniamo Rende una comunità strategica per l’intera Calabria, un esempio di come si possano fare le cose nel Mezzogiorno senza ricorrere ad alibi. Questa ambizione deve tornare prepotentemente di moda e se tale visione sarà condivisa dalla mia maggioranza, non guarderò in faccia a nessuno. L’Italia è un paese che invecchia, che non fa figli e anche il Sud è diventato cenerentola di un Paese che affanna. I nostri ragazzi scappano, ma noi abbiamo una bella Università (l’Unical, ndr) che vorremmo spingesse sulla sinergia tra imprese e giovani. Le imprese oggi sono chiamate ad un ruolo sociale: è utopia? Non lo so, ma vogliamo praticarla».
Il discorso subito dopo è scivolato su Palazzo Campanella. «In Calabria e a Roma si fa opposizione con i comunicati stampa senza dire cosa si voglia fare e con chi. Proprio da questo modus operandi deriva il vigore di Meloni a Roma e di Occhiuto in Calabria. La loro forza - ha sottolineato il primo cittadino di Rende - è che non ci sono competitor e da questo aspetto deriva la non credibilità di chi si oppone alla mediocrità di chi governa. Per giudicare l’opposizione a Palazzo Campanella, tuttavia, è troppo presto: sono passati appena due mesi».
Poi ancora: «Mi auguro che ci si contrapporrà al governo regionale studiando e proponendo idee chiare e concrete. Solo così il centrosinistra diventerà alternativa vera. Io, ad esempio, proponevo la creazione di un governo ombra, ma non mi pare ci sia la volontà di farlo».
Infine, Principe si è tenuto a distanza anche dalla polemica tra Pasquale Tridico e Filomena Greco sulla presenza di quest’ultima in commissione Sanità. «Tridico ha fatto una scelta, lo stimo ma ha deciso di stare in Europa e da quella posizione gli chiederemo di dargli una mano. Per esempio – ha chiosato - se non troveremo un adeguato finanziamento regionale per un progetto sulle giovani coppie gli comunico fin da ora che ci rivolgeremo a lui per dei fondi europei. Per il resto, se uno ha un minimo di esperienza, sa bene che in Regione le commissioni non contano nulla. Quindi perché accapigliarsi tanto?».


