Alcuni passaggi amministrativi legati al progetto di restyling dello stadio comunale San Vito – Gigi Marulla finiscono sotto la lente dell’opposizione consiliare. I gruppi di minoranza del Consiglio comunale di Cosenza sollevano una serie di rilievi formali e sostanziali sugli atti relativi all’affidamento della progettazione di fattibilità tecnico-economica e alla successiva aggiudicazione dell’appalto integrato, chiedendo chiarimenti diretti al Sindaco e alla Segretaria comunale, indicati come garanti della trasparenza e dell’imparzialità dell’azione amministrativa.

Al centro della contestazione, in particolare, le modalità con cui sarebbe stato determinato il compenso per la progettazione del PFTE e alcune tempistiche ritenute anomale nella fase conclusiva della procedura di gara. In una nota diffusa congiuntamente, i consiglieri di minoranza parlano apertamente di “aspetti singolari” che, a loro giudizio, necessitano di spiegazioni puntuali e documentate.

«Suscitano forti perplessità alcuni aspetti che emergono dagli atti procedimentali relativi all’affidamento della progettazione di fattibilità tecnico-economica e all’aggiudicazione dell’appalto integrato relativi all’intervento di restyling dello stadio comunale “San Vito – G. Marulla” – scrivono i consiglieri comunali di opposizione – e che appaiono come aspetti singolari che, a parere di questa opposizione, richiedono adeguati chiarimenti da parte del Sindaco e della Segretaria Comunale, figure garanti della trasparenza e dell’imparzialità dell’azione amministrativa dell’ente».

Nel documento, l’opposizione invita a ridimensionare anche la narrazione politica dell’intervento. «Prescindendo dai toni trionfalistici con cui l’amministrazione ha presentato l’intera operazione – si legge ancora – ad oggi l’intervento risulta circoscritto all’avvicinamento delle curve al terreno di gioco e non all’intera riqualificazione dello stadio».

Uno dei nodi principali riguarda l’affidamento diretto della progettazione del PFTE allo studio Gau Arena Architectural Design, guidato dall’architetto Riccardo Cefarelli, per un importo pari a 131.619,25 euro oltre oneri e IVA. Secondo i consiglieri, l’importo apparirebbe sottostimato rispetto al valore complessivo dei lavori – circa 5 milioni di euro – e alla complessità delle categorie di intervento previste.

«Ci è sembrato fin da subito poco probabile – affermano – che il corrispettivo della progettazione potesse risultare al di sotto dei 140.000 euro, avuto riguardo dell’importo dei lavori e della complessità delle lavorazioni, comprese opere strutturali e impiantistiche».

La questione è stata approfondita in Commissione consiliare Lavori pubblici, convocata su richiesta dell’opposizione. Ed è proprio in quella sede che, secondo quanto riferito nella nota, sarebbe emerso un ulteriore elemento critico. «Grande è stata la nostra sorpresa – scrivono i consiglieri – quando il Dirigente competente ha affermato candidamente di avere applicato uno “sconto” nella determinazione della parcella».

Un passaggio che l’opposizione definisce paradossale. «Invece di chiedere un ribasso all’operatore economico concorrente o affidatario – si legge – si applica d’ufficio uno sconto a base della stima del corrispettivo. In mancanza di chiarimenti, il dubbio è che si sia sfruttato un espediente discutibile per rientrare nell’importo sotto soglia che consente l’affidamento diretto, preferendo uno specifico operatore economico senza alcuna procedura competitiva».

Secondo i firmatari, i prezzi di riferimento non sarebbero derogabili e ogni eventuale riduzione dovrebbe essere motivata in modo rigoroso. «Restano censurabili – sottolineano – tutti quegli atteggiamenti delle stazioni appaltanti volti a ridurre in maniera apodittica l’importo stimato dell’appalto eludendo procedure più rigorose e rispettose dei principi di trasparenza, imparzialità e non discriminazione».

Le perplessità non si fermano alla fase progettuale. Un secondo punto critico riguarda la conclusione della procedura di gara per l’affidamento dei lavori, poi aggiudicata all’Ati composta da Ceta Spa e Impresa Nervoso. Secondo l’opposizione, l’assessore ai Lavori pubblici avrebbe annunciato sui social l’approvazione del progetto quando la procedura non era ancora formalmente conclusa.

«Risulta anomala – scrivono – la circostanza per cui, nonostante fosse ancora da espletare un’ultima seduta di gara per la verifica di alcuni atti amministrativi, il vincitore sembrasse già individuato». Un aspetto che, secondo i consiglieri, merita ulteriori approfondimenti anche in Commissione Controllo e Garanzia.

La nota si chiude con un avvertimento chiaro. «Saremo sentinelle vigili e intransigenti – affermano – come già avvenuto in altre vicende amministrative. Siamo pronti, se le spiegazioni non saranno soddisfacenti, a investire della questione gli organismi competenti al controllo della correttezza e della legalità dei procedimenti, compresa l’Autorità Nazionale Anticorruzione».

Il documento è firmato dai consiglieri comunali di minoranza Francesco Caruso, Giuseppe D’Ippolito, Alfredo Dodaro, Ivana Lucanto, Antonio Ruffolo, Francesco Spadafora e Michelangelo Spataro.