La denuncia di una cittadina: ore di attesa senza riscaldamento per pazienti ultraottantenni nel reparto trasfusionale
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Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata alla redazione dalla professoressa Giovanna Tallarico.
Vorrei denunciare pubblicamente la condizione di estremo disagio che vivono i pazienti che attendono una trasfusione di sangue presso l’Ospedale di Cosenza. Ieri mattina intorno alle 8.00 ho accompagnato presso il nosocomio cittadino una mia vecchia zia, di anni 89, che necessita di periodiche trasfusioni di sangue per vivere.- In un edificio della vecchia struttura c’è il Reparto che si occupa del Servizio di Immuno – Ematologia e Medicina Trasfusionale, nel quale, al piano terra, stazionano quotidianamente un sacco di persone, in larghissima parte molto anziane, provenienti da ogni parte della provincia con le medesime problematiche ematologiche.
Dopo aver fatto i prelievi di rito per le analisi intorno alle otto, siamo rimasti in attesa della trasfusione per più di tre ore. Insieme a noi, una quarantina di pazienti, tutti ad attendere il proprio turno in due stanze del piano terra, completamente aperte, senza alcun tipo di riscaldamento, con una temperatura esterna che ha raggiunto valori sotto zero. Mi sono anche prodigata per aiutare una signora molto anziana, su una sedie a rotelle, che era praticamente “abbracciata” ad un termosifone che però era spento. Conosco tutte le difficoltà della nostra Sanità ed ho parlato con tutti gli operatori e i Dirigenti, i quali pur mostrando la loro sensibilità al problema, nulla di concreto hanno potuto fare.
Temo per la prossima volta che dovrò andare in Ospedale per un’altra trasfusione, ed intendo portare a conoscenza delle Autorità preposte questa situazione affinché si ponga subito rimedio che peraltro non mi sembra impossibile da realizzare: basterebbe attivare i riscaldamenti, ed assicurare almeno le condizioni minime di decenza e di rispetto dei più fragili. Oltretutto, lasciare persone spesso ultraottantenni in balìa di temperature così rigide è molto pericoloso.

