Un cittadino indignato documenta lo stato in cui si trovano i dissuasori metallici in alcune traverse dell’isola pedonale: «Ogni paletto distrutto e non ripristinato rappresenta un danno alle casse comunali»
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Piero Dramisino è un cittadino «indignato», che ha scritto alla nostra redazione per segnalare lo stato in cui si trovano alcune zone a traffico limitato nel centro della città di Cosenza. La sua lettera-denuncia è accompagnata da alcune fotografie che mostrano lo stato in cui si trovano diversi dissuasori metallici, a causa dell’urto ripetuto con furgoni e camion.
«Le immagini allegate non sono semplici "incidenti di percorso" – scrive Piero Dramisino - ma il certificato di morte del decoro urbano nella nostra città. I dissuasori metallici installati per proteggere l'area pedonale e la ZTL giacciono oggi divelti, piegati o sradicati dalla furia dei mezzi di consegna.
È palese che l’accesso alla ZTL sia diventato un "far west" dove i corrieri entrano ed escono senza alcun rispetto per le infrastrutture. Se un varco è presidiato da telecamere, com'è possibile che non si risalga ai responsabili dei danni? L’assenza di sanzioni e di richieste di risarcimento alle ditte di logistica configura un’omissione gravissima. Ogni paletto distrutto e non ripristinato rappresenta un danno alle casse comunali. La totale inerzia dell'Amministrazione nel ripristino del decoro non è solo una scelta estetica scellerata, ma una gestione fallimentare del patrimonio pubblico. Citando Giancarlo De Carlo,
"L'architettura (e l'urbanistica) è troppo importante per essere lasciata ai soli architetti", e a maggior ragione non può essere abbandonata all'incuria di una politica distratta. Il degrado chiama degrado. Strade devastate, segnaletica assente e cumuli di rifiuti non sono "normalità", sono i sintomi di una città anarchica nel senso più becero del termine: un luogo dove nessuno contribuisce al progresso e tutti concorrono all’abbrutimento.
Un sindaco che si limita a presidiare "vetrine" come il Viale Parco, presidiata quotidianamente dagli operatori delle Cooperative, ignorando tutto il resto che vi è intorno e della città, non sta governando: sta fingendo di farlo. Si richiede formalmente l'immediato ripristino dei dissuasori e della segnaletica orizzontale/verticale.
L'utilizzo dei sistemi di videosorveglianza per l'identificazione dei responsabili e l'addebito dei costi di riparazione. Un piano di pattugliamento serio che smetta di essere "monotona presenza" e diventi controllo reale del territorio. Cosenza non merita questa mediocrità. Chi siede sulle poltrone comunali ha il dovere morale e legale di tutelare il bene comune, o di trarne le conseguenze e ammettere il proprio fallimento». Distinti saluti (ma con profonda indignazione), Piero Dramisino.

