Dopo lo scandalo dei volantini diffamatori nei confronti dei dipendenti, solidarietà, denuncia annunciata e richiesta di tutele contro ogni violenza di genere da parte della Cgil, delle assessore e delle consigliere di Palazzo dei Bruzi
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È bufera per gli insulti sessisti all’Azienda Ospedaliera di Cosenza, dopo la diffusione di volantini dal contenuto diffamatorio e offensivo contro due dipendenti dell’ospedale. Un episodio che ha scosso l’intera comunità e che ha portato a prese di posizione nette da parte delle organizzazioni sindacali e delle rappresentanti istituzionali cittadine.
La condanna della FP CGIL Cosenza
Durissima la reazione della FP CGIL Cosenza, che ha espresso “profondo sdegno” e la più ferma condanna per quanto accaduto. «Ci troviamo di fronte a un’aggressione brutale che nulla ha a che fare con la dialettica lavorativa, ma che scade nel fango del pregiudizio sessista e della violenza verbale», ha dichiarato il segretario generale Alessandro Iuliano.
Il sindacato ha sottolineato come colpire la dignità personale e professionale di due donne nel luogo di lavoro rappresenti un atto intollerabile, chiedendo una risposta compatta da parte delle istituzioni e della società civile. Esprime inoltre piena solidarietà alle lavoratrici coinvolte e accoglie con favore la decisione della Direzione Strategica dell’ospedale di procedere con una denuncia all’autorità giudiziaria.
La posizione delle assessore e consigliere comunali
Sulla vicenda degli insulti sessisti all’Azienda Ospedaliera di Cosenza sono intervenute anche le assessore e le consigliere del Comune di Cosenza, parlando di un «segnale preoccupante per l’intera comunità cittadina». Secondo le rappresentanti istituzionali, quando il dissenso sfocia nell’attacco personale e nella delegittimazione pubblica si supera il confine del confronto civile. Hanno ribadito che ogni lavoratrice e ogni lavoratore ha diritto a operare in un clima sereno, libero da pressioni e campagne denigratorie.
Particolare attenzione è stata posta al tema della violenza di genere: episodi come questo, che colpiscono donne nel contesto lavorativo, rischiano di alimentare un clima di discriminazione che deve essere contrastato con determinazione. Le istituzioni locali e il sindacato chiedono ora che venga fatta piena luce sull’accaduto. La tutela della dignità personale e professionale, sottolineano, non è un principio astratto ma una condizione concreta da difendere ogni giorno, soprattutto nei luoghi pubblici come le strutture sanitarie.


