Uno splendido reportage di Marianna Loria sul Venerdì Santo nel centro storico di San Giovanni in Fiore. Marianna è una ragazza da sempre con la passione per la fotografia, tanto che ha avuto riconoscimenti molto importanti. 

Negli scatti dello scorso Venerdì Santo prevale il nero, il lutto, la potenza del silenzio nella passione di Cristo. Marianna coglie bellissimi attimi di concentrazione e di preghiera e li trasforma in sofferenza, dolore. E il dolore in poesia. 

Durante la pandemia ha ottenuto un meritatissimo premio nazionale per una foto che in uno sguardo racconta tutta la paura, l’ansia, il coraggio di chi sta tutti i giorni in trincea, a combattere contro un nemico invisibile, dannatamente forte, che ha ucciso prima di tutto medici, infermieri e personale addetto.  E poi i nostri anziani, i nonni, una vecchia generazione. Per poi passare ai più giovani.

Le foto di Marianna sono stupende. Ogni suo scatto regala fascino, brilla di bellezza. Sulla qualità delle sue foto pesa un’innata passione per l’arte della fotografia, e ovviamente il suo diploma all’Istituto d’Arte di San Giovanni in Fiore. Con il tempo è venuta fuori tutta la sua vena artistica, che lei esalta nei chiaroscuri e nel gioco delle ombre per rendere tutto ancora più affascinante.

Marianna oltre all’amore per la fotografia d’arte, ha sempre dimostrato una notevole sensibilità per i problemi sociali.  Ha così inteso conseguite la laurea in Scienze Infermieristiche all’università di Catanzaro. Questo le ha permesso di essere in prima linea  contro il maledetto Covid-19.

Marianna ama il bianco e nero, la penombra, la luce appena sussurrata. Così con i suoi quindici scatti per una personale visione dell’universo femminile. “Oltre il ritratto” è il titolo della mostra fotografica di Marianna Loria, allestita nel castello di Caccuri qualche tempo fa. Una mostra che ottenne un particolare successo personale.

Ma poi tra i suoi scatti più belli troviamo anche uno splendido paesaggio invernale della Sila. Oltre il nero c’è una splendida luce in Marianna.