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ELEZIONI POLITICHE 2018 | Dai successi di Ferro e Cannizzaro ai “mal di pancia” verso Santelli e Occhiuto

ELEZIONI POLITICHE 2018 | Dai successi di Ferro e Cannizzaro ai “mal di pancia” verso Santelli e Occhiuto

La matematica, a scuola come in politica, non è un’opinione. I numeri infatti valgono più delle parole o dei comunicati stampa. Danno una lettura completa del risultato elettorale che, spesso, viene camuffato da lotte interne per mantenere le posizioni di comando. Mai come questa volta le percentuali ottenute in Calabria da Forza Italia si prestano a tre letture, una diversa dall’altra. 

VOTO REGIONALE. Nella nostra regione hanno votato quasi un milione di persone, il 63,63% degli aventi diritto. Forza Italia ha conquistato il 20,11% alla Camera: tradotto 188.667 voti. Un dato che gli permesso di conquistare tre deputati, di cui due eletti al proporzionale, Roberto Occhiuto e Jole Santelli, e uno nel collegio uninominale, Francesco Cannizzaro.

Al Senato, invece, i voti sono pressoché identici: 21,44% ovvero 181.849 voti. Il seggio in questo caso è scattato a Reggio Calabria con l’elezione di Marco Siclari. Per pochi voti è rimasta fuori la candidata al Senato nel collegio di Cosenza, Fulvia Michela Caligiuri, battuta da Nicola Morra. La Lega ha conquistato il seggio con Matteo Salvini.

Sommando, e dividendo per due, esce fuori la percentuale del 20,77%. Forza Italia in Calabria ha la media più alta su scala nazionale. Ma i dolori per i vertici regionali iniziano proprio ora.

CALABRIA 1. Erano candidati nei collegi uninominali Andrea Gentile, Paolo Naccarato, Ernesto Rapani e Giancarlo Cerrelli. L’unico che è andato sopra la media nazionale e regionale è il figlio dell’ex senatore del Nuovo Centrodestra che, nonostante non sia stato eletto, ha ottenuto 41.208 (33,96%), mentre Forza Italia ha preso il 22,06% per un totale di 26.796 voti. Perché nel collegio di Castrovillari il partito di Silvio Berlusconi è andato bene, mentre in quello di Cosenza è sprofondato? Per capire cos’è successo bisogna utilizzare una metafora calcistica: è mancato il gioco di squadra.

Per analizzare il risultato è necessario tener conto che il collegio di Castrovillari – che comprende la fascia del Pollino, quella del Tirreno e della Valle dell’Esaro – è da sempre un fortino gentiliano. A ciò aggiungiamo l’influenza elettorale di Fausto Orsomarso, figlio di Fagnano Castello, comune nel quale Andrea Gentile ha sbaragliato i Cinque Stelle conquistando il 51,80%, grazie anche al sostegno vero (e di squadra) del candidato di Fratelli d’Italia.

I numeri ottenuti dal centrodestra in questo collegio sono stati lusinghieri nonostante la sconfitta. Gentile può essere più che soddisfatto del risultato. In un altro contesto, e in un altro momento storico della politica italiana, sarebbe uno dei deputati della nuova legislatura. Ma i cosentini, così come tutti i meridionali, hanno voluto dare fiducia ai grillini, sconfessando il Pd. Paradossalmente il centrodestra non vince nei collegi cosentini, perché i democrat sono spariti. I voti della base storica del Pd sono confluiti tutti al Movimento Cinque Stelle.

Qual è dunque il punto di collegamento tra la buona affermazione di Gentile rispetto alla sonora sconfitta del centrodestra nel collegio di Cosenza? Il motivo è molto semplice: in questo caso Berlusconi, Santelli e Occhiuto hanno deciso di candidare Paolo Naccarato che nella legislatura appena conclusa non era di certo sulle posizioni del centrodestra.

Nella città capoluogo di provincia, governata da un sindaco, Mario Occhiuto, che solo due anni fa prese il 60% dei consensi, Forza Italia ottiene il 15,46% in tutto il collegio e il 17,53% a Cosenza. Diecimila voti in meno del Movimento Cinque Stelle. La differenza sta tutta qui: il centrodestra avrebbe dovuto candidare Roberto Occhiuto che, preferendo il proporzionale, ha consegnato il seggio ai grillini. La forza elettorale del sindaco di Cosenza e del vice sindaco è venuta meno e il partito non ha risposto. Occhiuto non c’ha messo la faccia, come Gentile, e si trova in Parlamento anche con i voti di Gentile.

Da segnalare anche l’affermazione di Ernesto Rapani che, ottenendo il 26,33%, ha quantomeno lasciato un solco tra sé e il candidato del Pd, Ferdinando Aiello che in quell’area poteva contare sull’appoggio della famiglia Greco di Cariati, del governatore Mario Oliverio a San Giovanni in Fiore e di una parte del mondo imprenditoriale jonico.

CALABRIA 2. Le note positive arrivano da Catanzaro in giù. Qui i grillini sono stati battuti 5 a 4 sull’assegnazione dei seggi alla Camera, mentre al Senato il risultato è stato opposto: 6 a 3 per i 5 Stelle. Nel collegio di Catanzaro Domenico Tallini ha preso il 31,44%, mentre Forza Italia il 19,24%. Il consigliere regionale ha perso il duello con Giuseppe D’Ippolito, mentre nel collegio di Vibo Valentia è da evidenziare la vittoria di Wanda Ferro che ha battuto per quasi 4mila voti Dalila Nesci, ovvero la deputata grillina più attiva sul fronte delle denunce nella pubblica amministrazione e sanità nei precedenti cinque anni di legislatura. Un’impresa per l’ex candidata alla Regione del centrodestra che si sederà quindi in Parlamento, mentre in consiglio regionale ritornerà Mario Magno.

Nel collegio di Gioia Tauro un’altra vittoria del centrodestra targata Francesco Cannizzaro, altro consigliere regionale (al suo posto entrerà Giuseppe Pedà), che sarà un nuovo deputato. Qui il risultato è stato netto: 42,37% per Cannizzaro e 9mila voti in meno per il grillino Giuseppe Antonio Germanò. Forza Italia ha preso quasi il 30%.

Infine Reggio Calabria, dove il centrodestra è stato beffato per 1517 voti. Infatti l’ex presidente del Consiglio regionale, Francesco Talarico ha perso la sfida con Federica Dieni: 36,55% per la grillina contro il 35,34% per il segretario regionale dell’Udc. E nel collegio di Reggio Calabria Forza Italia ha ottenuto il 19,85%.

Numeri, come vediamo, che fotografano alla perfezione ciò che è successo nell’ultima tornata elettorale. La bilancia di Forza Italia in Calabria si sposta nettamente verso Catanzaro e Reggio Calabria, mentre Cosenza rimane al palo. E pensare che i due coordinatori regionali sono cosentini, ma non sono scesi in campo direttamente, preferendo la strada più sicura.

Questi dati avranno ripercussioni anche nelle prossime Regionali. Il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, che un giorno si professa di centrodestra e l’altro ammicca ai grillini, ha irrigidito alcuni esponenti di Forza Italia dopo la sua uscita pubblica che va in direzione di una coalizione civica, visto il “voto di protesta”. Insomma Mario Occhiuto ha sbagliato tempi e modi per confermare ciò che tutti sapevano da tempo. L’architetto vuole la poltrona di Governatore della Calabria. Ma tra il dire e il fare… ci sono i voti e non il mare. (Antonio Alizzi)

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