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STIGE | Turbative d’asta a Colosimi e Aprigliano, per Tucci la Cassazione annulla con rinvio

STIGE | Turbative d’asta a Colosimi e Aprigliano, per Tucci la Cassazione annulla con rinvio

La Cassazione ha annullato con rinvio l’ordinanza del tribunale del Riesame di Catanzaro che aveva confermato la custodia in carcere per Bruno Tucci, indagato nell’ambito dell’inchiesta antimafia della Dda di Catanzaro, “Stige”, che vede coinvolta la cosca di Cirò Marina, Farao-Marincola.

Nel caso di specie, Tucci è accusato di turbativa d’asta in concorso col metodo mafioso. Nell’appalto che riguarda il comune di Colosimi sono indagati anche Pasquale Spadafora, Paolo Maletta, il cui Riesame ha concesso gli arresti domiciliari, Luigino Comberiati e Vincenzo Zampelli.

Secondo la Dda, nel maggio del 2015 sarebbe stato turbato il regolare svolgimento della gara per pubblici incanti bandita dal comune di Colosimi, avente ad oggetto la vendita del materiale legnoso derivante dal taglio del bosco di proprietà comunale, sito in località Spineto – Manca di Vona, nel Comune di Aprigliano per un prezzo avente base d’asta pari a 52.449,47 euro, con termine ultimo di presentazione fissato entro le ore 12 del 07/04/2015.

Maletta, difeso dall’avvocato Marcello Manna, in qualità di geometra comunale di Colosimi, attraverso contatti diretti con Spadafora, Comberiati, «anche per interposta persona» avrebbe informato i sopra citati della stessa esistenza e dell’andamento dell’iter amministrativo della procedura di gara, fornendogli notizie riservate «(“quali ad esempio l’andamento delle aste, il numero delle offerte frattanto pervenute al Comune e l’interessamento di ulteriori ditte concorrenti quali quella dell’imprenditore” minacciato)» e suggerendo indicazioni specifiche per la sua aggiudicazione.

Spadafora e Comberiati, dal canto loro, avrebbero provveduto ad individuare il partecipante fittizio alla gara e/o alla procedura amministrativa di affido, «contattando gli imprenditori Tucci e Zampelli, titolari e materiali gerenti la società “La Quercia Srl”, risultata infine aggiudicataria dei lavori, perché si prestasse a partecipare alla stessa, impartendogli direttive specifiche sulle offerte da presentare, fermo restando che i lavori sarebbero stati poi svolti effettivamente e materialmente lucrati anche dalla ditta boschiva “F.lli Spadafora S.r.l.” di San Giovanni in Fiore e da Comberiati, minacciando ulteriormente l’imprenditore al fine di allontanarlo dalla gara». Tucci è difeso dagli avvocati Giancarlo Pittelli e Roberto Le Pera. Il Riesame dovrà decidere di nuovo, tenendo conto delle indicazioni della Suprema Corte.

Di Zampelli e Tucci se ne parla anche per un altro capo d’accusa relativi al comune di Aprigliano e dei loro presunti contatti con Adolfo D’Ambrosio, esponente del clan “Lanzino” di Cosenza. (Antonio Alizzi)

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