lunedì,Luglio 4 2022

La Rupa nei guai, ecco cosa contestano all’ex consigliere regionale

Franco La Rupa di nuovo nell’occhio del ciclone giudiziario. Stavolta ad indagare sull’ex consigliere regionale ed ex sindaco di Amantea sono i finanzieri del Comando provinciale di Cosenza che hanno accertato le presunte condotte illecite del dipendente di Calabria Verde e di suo figlio Antonio. Le accuse sono tante (leggi qui), ma quello che colpisce

La Rupa nei guai, ecco cosa contestano all’ex consigliere regionale

Franco La Rupa di nuovo nell’occhio del ciclone giudiziario. Stavolta ad indagare sull’ex consigliere regionale ed ex sindaco di Amantea sono i finanzieri del Comando provinciale di Cosenza che hanno accertato le presunte condotte illecite del dipendente di Calabria Verde e di suo figlio Antonio. Le accuse sono tante (leggi qui), ma quello che colpisce è il tentativo di eludere la legge con diverse modalità. Dalla falsa produzione di olio biologico, all’interno del quale c’era una quantità di pesticidi superiore alla norma all’intenzione di acquistare l’istituto Papa Giovanni XXIII di Serra d’Aiello. Il comandante della Compagnia di Paola, Pietro Autori ai giornalisti ha spiegato che «ci siamo accorti di un acquisto spropositato di dimetoato, che viene utilizzato per sbarazzarsi della mosca bianca, l’insetto che aggredisce gli alberi di ulivo».

La Rupa e la visita ministeriale

A Franco La Rupa viene contestata l’intestazione fittizia di beni, in quanto l’azienda agricola era di fatto sua e non del figlio che la gestiva, oltre ad esserne anche il legale rappresentante. «La società era stata costituita da Antonio La Rupa che all’epoca aveva poco più di 18 anni e, secondo noi, non poteva avere così tanti soldi per fare un investimento così importante» ha dichiarato il colonnello Danilo Nastasi, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza. L’attività investigativa, inoltre, si è arricchita della preziosa querela degli ispettori ministeriali che hanno denunciato il fatto che i La Rupa volessero certificare un olio che tutto era, tranne che bio.

La storia della finta corruzione

La Rupa, inoltre, avrebbe tentato di far passare per corruzione dei regali fatti a un maresciallo della Guardia di Finanza. Lo ha spiegato il procuratore capo Pierpaolo Bruni: «Per creare delle condizioni per delegittimare il maresciallo della Finanza, a sua insaputa, Franco La Rupa ha portato a casa del finanziere dei doni, simulando una contiguità e una corruzione inventata nei confronti del maresciallo».

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