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Regionali, ecco gli “impresentabili” (secondo l’Antimafia)

Secondo la commissione parlamentare antimafia, due candidati alla carica di consigliere regionale di Forza Italia e uno di Fratelli d’Italia sarebbero gli unici “impresentabili” delle Regionali 2020, sia in Emilia-Romagna che in Calabria. A comunicarlo è il presidente dell’Antimafia parlamentare, Nicola Morra (senatore del Movimento Cinque Stelle) che ha chiarito come un terzo nome calabrese

Regionali, ecco gli “impresentabili” (secondo l’Antimafia)

Secondo la commissione parlamentare antimafia, due candidati alla carica di consigliere regionale di Forza Italia e uno di Fratelli d’Italia sarebbero gli unici “impresentabili” delle Regionali 2020, sia in Emilia-Romagna che in Calabria. A comunicarlo è il presidente dell’Antimafia parlamentare, Nicola Morra (senatore del Movimento Cinque Stelle) che ha chiarito come un terzo nome calabrese sia ancora al vaglio della commissione, in quanto nella giornata di oggi si celebrerà l’udienza nel processo di primo grado. Qualora fosse condannato, la commissione renderà noto il suo nome.

Gli “impresentabili”, secondo la commissione parlamentare antimafia, sono Giuseppe Raffa di Forza Italia, a processo per il reato di corruzione in concorso e Domenico Tallini, consigliere regionale uscente, rinviato a giudizio per più presunte condotte delittuose del reato di corruzione. Entrambi sono candidati nelle liste di Forza Italia. In Emilia-Romagna, invece, “l’impresentabile” è Mauro Malaguti di Fratelli d’Italia, condannato in primo grado per peculato con il rito abbreviato.

La replica di Mimmo Tallini

Il candidato alla carica di consigliere regione, Mimmo Tallini nel pomeriggio ha inteso replicare alla decisone della commissione parlamentare antimafia di rendere pubblico il suo nome, inserendolo nella categoria degli “impresentabili”. «Chiarisco subito che non sono accusato di corruzione, nel processo che è in corso di svolgimento a Catanzaro, ma del reato di induzione indebita a dare o promettere utilità. L’ipotesi di corruzione non ha nulla a che vedere con la mia posizione processuale».

«Per questo motivo ho deciso di querelare il senatore Morra che usa strumentalmente la carica di presidente della commissione parlamentare antimafia per demolire gli avversari». E ancora: «Questa è una meschina vendetta personale dopo le critiche che gli avevo rivolto in merito alle farneticanti dichiarazioni sul “rosario” quale simbolo della mafia» ha dichiarato Tallini. «Morra è un giacobino di periferia. Ricordo bene la trappola ordina contro Mario Occhiuto e non ultima quella contro il candidato del M5S, Francesco Aiello. Morra è isolato da tutto il suo partito per i suoi deliranti atteggiamenti». 

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