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FILE - This Monday, April 6, 2020 file photo shows an arrangement of hydroxychloroquine pills in Las Vegas. According to a study released on Tuesday, April 21, 2020, the malaria drug widely touted by President Donald Trump for treating the new coronavirus showed no benefit in an analysis of its use in U.S. veterans hospitals. There were more deaths among those given hydroxychloroquine versus standard care, researchers report. (AP Photo/John Locher)
Sì all’uso dell’idrossiclorochina come terapia per Covid-19, purché sia prescritta da un medico. E’ quanto emerge dall’ordinanza 7097/2020 del Consiglio di Stato, terza sezione, che ha accolto, in sede cautelare, il ricorso di un gruppo di medici di base, sospendendo la nota del 22 luglio 2020 dell’Aifa che vietava la prescrizione off label (ossia per un uso non previsto dal bugiardino) dell’idrossiclorochina per la lotta al Covid 19.
«La perdurante incertezza circa l’efficacia terapeutica dell’idrossiclorochina, ammessa dalla stessa Aifa a giustificazione dell’ulteriore valutazione in studi clinici randomizzati – si legge nell’ordinanza – non è ragione sufficiente sul piano giuridico a giustificare l’irragionevole sospensione del suo utilizzo sul territorio nazionale da parte dei medici curanti. La scelta se utilizzare o meno il farmaco, in una situazione di dubbio e di contrasto nella comunità scientifica, sulla base di dati clinici non univoci, circa la sua efficacia nel solo stadio iniziale della malattia, deve essere dunque rimessa all’autonomia decisionale e alla responsabilità del singolo medico in scienza e coscienza».
L’ordinanza precisa che non è invece oggetto di sospensione (né a monte di contenzioso) la decisione dell’Aifa di escludere la prescrizione off label dell’idrossiclorochina dal regime di rimborsabilità.

