lunedì,Settembre 26 2022

Tortora, dissequestrato il cellulare del segretario. Salta inchiesta sulla talpa

Il tribunale del Riesame di Cosenza dissequestra il cellulare del segretario comunale di Tortora. Ora sarà impossibile risalire alla "talpa".

Tortora, dissequestrato il cellulare del segretario. Salta inchiesta sulla talpa

La storia giudiziaria sul “caso Tortora” si arricchisce di un nuovo capitolo. Il tribunale del Riesame di Cosenza ha dissequestrato il cellulare in uso al segretario comunale del comune dell’Alto Tirreno Cosentino, Silvio Bastardi. accusato, nel caso di specie, di rivelazione del segreto d’ufficio. La vicenda, tuttavia, è molto più complessa perché riguarda un concorso che avrebbe dovuto vincere una dipendente comunale di Tortora che, in quel periodo, intratteneva una relazione con Bastardi. Il filone investigativo principale mira ad accertare due ipotesi di reato: turbata libertà degli incanti e induzione indebita a dare e promettere utilità.

L’avvocato di Bastardi ha presentato istanza di dissequestro al tribunale del Riesame di Cosenza avverso il decreto di perquisizione eseguito lo scorso 14 maggio dalla Guardia di Finanza di Paola, su mandato della procura della Repubblica, diretta dal procuratore capo, Pierpaolo Bruni. Il tribunale ha dato ragione al segretario comunale. Una decisione che in sostanza fa crollare l’inchiesta sulla talpa che avrebbe rivelato a Silvio Bastardi l’esistenza di un’indagine a suo carico, mediante intercettazioni ambientali e telefoniche.

Questo provvedimento, quindi, fa saltare l’indagine su coloro i quali avrebbero tradito il patto di riservatezza nell’ambito dei propri doveri d’ufficio, sempre che a commettere questo reato sia stato un esponente delle forze dell’ordine a conoscenza degli accertamenti investigativi sul comune di Tortora o una terza persona, vicina a un “infedele”, che ha avvisato Bastardi della situazione che si stava venendo a creare. L’ordinanza di dissequestro dunque rischia di mettere una pietra tombola su un aspetto giudiziario molto delicato, in quanto la “talpa” potrebbe essere il file rouge tra questa inchiesta e quella sulla massoneria, già avviata dalla procura di Paola.

Cosa scrive il tribunale del Riesame di Cosenza

Secondo il tribunale del Riesame di Cosenza, non sussiste «il vincolo di pertinenzialità tra i beni oggetto di sequestro e l’ipotesi di reato contestata». Infatti, «nel decreto di perquisizione locale e veicolare e contestuale al sequestro, si legge che i beni in sequestro devono essere considerati “corpo di reato o comunque beni pertinenti ai reati per cui si procede, tenuto conto che alla luce dei fatti sopra evidenziati dalla analisi degli stessi è possibile acquisire elementi investigativi in relazione al reato di cui all’art. 326 c. p.”». E ancora: «Così posto, il sequestro, lungi dall’avere finalità probatorie, assume un valore esplorativo, in quanto diventa un mezzo di acquisizione della notitia criminis. La Corte di Cassazione ha infatti, di recente affermato che è illegittima l’adozione del sequestro probatorio a fini meramente esplorativi onde acquisire la notitia criminis in ordine ad un eventuale illecito non ancora ben individuato nella sua specificità fattuale, come nel caso che ci occupa», scrive il giudice estensore Iole Vigna.

Tuttavia, v’è da evidenziare che le indagini su Bastardi erano già in corso alla data del 29 gennaio 2021, quando iniziava a prendere corpo l’ipotesi investigativa che il concorso fosse truccato e proprio quel giorno, intorno alle ore 11, il segretario comunale di Tortora, dopo aver ricevuto una telefonata, avrebbe iniziato a bonificare la stanza. Da qui, in definitiva, nasce l’accusa di rivelazione del segreto d’ufficio. Con chi parlava Bastardi al telefono? La procura di Paola (salvo colpi di scena) non lo saprà mai.