giovedì,Maggio 30 2024

Bancarotta Ofin, Mario Occhiuto condannato dal tribunale di Cosenza

La procura durante la requisitoria aveva chiesto 4 anni di carcere per l'architetto cosentino, oggi senatore di Forza Italia

Bancarotta Ofin, Mario Occhiuto condannato dal tribunale di Cosenza

Condannato a tre anni e sei mesi dal tribunale di Cosenza l’ex sindaco della città dei bruzi Mario Occhiuto, oggi senatore di Forza Italia. Il tribunale collegiale, presieduto dal presidente Carmen Ciarcia, ha ritenuto responsabile l’architetto cosentino del reato di bancarotta fraudolenta relativamente al fallito della società Ofin, operante nel settore finanziario, la cui attività cessò definitivamente nel 2014.

Il collegio, come pene accessorie, ha decretato il divieto di esercizio dell’attività d’impresa con ruoli dirigenziali per la durata di tre anni, interdizione dai pubblici uffici per cinque anni e risarcimento per le parti civili da quantificare in separata sede.

Le accuse a Mario Occhiuto

I fatti contestati (risalenti tra il 2006 e il 2011) dall’ufficio di procura, coordinato dal procuratore Mario Spagnuolo, e sostenuti in udienza dal pubblico ministero Maria Luigia D’Andrea, titolare del procedimento penale, che in sede di requisitoria aveva invocato una condanna a 4 anni di carcere. Secondo i magistrati, Occhiuto avrebbe distratto 3 milioni di euro, una tesi che l’imputato ha smentito in aula, sottoponendosi all’esame della difesa, rappresentata dall’avvocato Nicola Carratelli.

Occhiuto, infatti, ha spiegato che la sua attività imprenditoriale si fermò nel momento in cui vennero meno i pagamenti, ovvero i crediti, per lavori svolti in campo internazionale. Somme non entrate nelle casse societarie che hanno causato la chiusura delle società che avevano rapporti anche con gli enti pubblici. In relazione alla Ofin, Mario Occhiuto aveva anche riferito di aver lasciato la compagine societaria già nel 2011, ovvero prima che diventasse per la prima volta sindaco di Cosenza. In abbreviato, la sorella Annunziata era stata condannata in primo e secondo grado a un anno e 4 mesi (pena sospesa e non menzione). La curatela fallimentare è rappresentata dall’avvocato Valerio Vetere.

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