Il fiume cresce, l’erosione avanza e la paura torna a farsi sentire. Lungo gli argini del fiume Crati, tra le contrade di Thurio e Ministalla, le ultime precipitazioni stanno riaccendendo l’allarme tra i residenti, che da anni attendono interventi strutturali mai arrivati.

Argini già messi a dura prova dalle inondazioni del 2018 e del 2019, eventi che ne hanno compromesso la tenuta e che hanno lasciato ferite ancora aperte. Ferite che, oggi, tornano a preoccupare con forza, mentre le piogge insistenti fanno temere nuovi cedimenti.

A intervenire è il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, che chiama in causa direttamente la Regione Calabria. «Ieri sera sono stato avvisato dalla Protezione Civile regionale della necessità di aumentare la portata di una diga sull’Esaro – ha dichiarato – che, tramite il Coscile, finisce nel Crati».

Un avviso che ha fatto scattare immediatamente il monitoraggio del fiume. «Avevamo già attivato il controllo del nostro “gigante d’acqua”, che è tuttora in corso, con un livello di circa 3,90 metri, e ho informato tempestivamente i cittadini che vivono lungo la valle», spiega il primo cittadino.

Ma l’allerta meteo riporta al centro una questione mai risolta. «Mi sono permesso di far notare, per l’ennesima volta, che il fiume continua ad erodere e che dei lavori di messa in sicurezza del Commissario straordinario Roberto Occhiuto non c’è nemmeno l’ombra», afferma Stasi. Interventi che, ricorda, avrebbero dovuto concludersi nel 2021.

Secondo il sindaco, allo stato attuale l’unica vera protezione per famiglie, abitazioni e aziende resta «la barriera realizzata dal Comune in emergenza nel 2021». Un’opera tampone che, però, non può sostituire interventi strutturali e definitivi di competenza regionale.

«Spero che qualcuno se ne accorga prima che sia tardi», conclude Stasi, annunciando che sul fronte di Salice e Ricota Grande «si sta intervenendo anche stamattina» e che è stato dato indirizzo di procedere, se necessario, anche con opere d’emergenza.