Una giornata di dibattito promossa dall’associazione “Fiumefreddo nel Cuore” ha riunito istituzioni, tecnici e ambientalisti per affrontare criticità storiche e nuove sfide legate alla salute del mare, tra inquinamento, erosione e cambiamenti climatici
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Mare & Territorio: a Fiumefreddo Bruzio il confronto sulla salute del mare calabrese, su iniziativa dell’associazione Fiumefreddo nel Cuore del dottor Paolo Pagnotta. Una giornata dedicata ai problemi e alle prospettive del mare, risorsa identitaria della regione sospesa tra bellezza, inquinamento e cambiamenti climatici.
Istituzioni, sindaci della costa, esperti, tecnici di Arpacal e ambientalisti si sono confrontati senza sconti su erosione costiera, depuratori inefficienti, ritardi negli investimenti e ombre del passato commissariale.
Un segnale forte, con una sola certezza: senza mare sano, nessuna prospettiva per l’economia, il turismo e il futuro della Calabria. Abbiamo sentito il Presidente dell’associazione “Fiumefreddo nel Cuore”, Paola Pagnotta.
Dove nasce l’idea di dedicare un’intera giornata al tema del mare e dell’ambiente in Calabria?
« “Fiumefreddo nel Cuore”, un’associazione di Libero Pensiero è nata con l’obiettivo di promuovere cultura, arte e approfondimento sui temi di interesse sociale e collettivo. Ponendosi in veste di interlocutore, tra i problemi della societa civile le istituzioni.
In questo ambito ci siamo già mossi con altri eventi, e sul tema abbiamo inteso strutturare la giornata dedicata alla tutela dell’ambiente e del mare.
Prima grande risorsa della nostra Regione, che per struttura geografica e vocazione storico-culturale, dovrebbe trovare in esso una inesauribile fonte per la crescita dell’economia de nostro territorio.
E’ sempre più forte l’esigenza di trovare sinergie tra tutti gli Enti competenti, cercando di coniugare sviluppo sostenibile e legalità, puntando sulla salvaguardia di questo bene primario».
L’evento ha visto una partecipazione istituzionale molto ampia: si aspettava una risposta così forte da parte dei territori?
«Il nostro principale obiettivo era proprio quello di stimolare una larga partecipazione dei sindaci del litorale costiero e dei rappresentati delle principali associazioni ambientaliste, impegnate nella tutela del mare (Mare Pulito, WWF e Plastic Free), per un confronto diretto con le più alte cariche delle istituzioni regionali, in modo da generare un dibattito proficuo attraverso anche le loro significative esperienze sul campo.
Non era scontato, vista la contestualità dell’appuntamento referendario.
Riteniamo sia stata una prova di grande attenzione, responsabilità e sensibilità, che le amministrazioni litoranee hanno espresso rispetto al tema dell’ambiente e della tutela del territorio».
Dal confronto sono emerse criticità note da anni: cosa è mancato finora per affrontarle in modo efficace?
«Crediamo che, come spesso accade, a determinare i grandi eventi climatici, naturali, derivanti da eccezionali situazioni meteo-climatiche, appunto, sia un concorso di fattori: una sottovalutazione delle problematiche che il territorio ha generato nel corso degli anni; una visione talvolta miope rispetto alla programmazione e pianificazione degli interventi di prevenzione; un costante e talvolta colpevole rinvio nell’adozione di idonee ed efficaci misure strutturali di tutela ambientale».
Qual è stato, a suo avviso, il contributo più significativo emerso dagli interventi tecnici e scientifici?
«Gli interventi importanti di tutti i relatori, hanno, in modo corale, contribuito a determinare un elevato valore tecnico e scientifico complessivo dell’evento.
Le argomentazioni e le analisi tecnico- scientifico, esposte dai Professori del dipartimento di ingegneria di UniCal (Prof. Aristodemo e Prof.ssa Celabro, hanno permesso di evidenziare punti cruciali e fondamentali per la prevenzione dell’inquinamento marino e la preservazione e protezione della nostra costa.
Arpacal, attraverso il suo rappresentate apicale, Dott Iannone, ha illustrato in modo estremamente interessante e chiaro l’attività di monitoraggio della qualità delle acque del mare e le attente verifiche che misurano l’andamento della contaminazione batterica delle stesse, evidenziando criticità e possibili interventi migliorativi.
Abbiamo inteso arricchire il tavolo dei relatori chiamando ad intervenire anche la Dott.ssa Teresa Valeria Grieco, Giudice presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria, nonché il Dott. Domenico Assumma, Sostituto Procuratore della Repubblica del Tribunale di Catanzaro, che attraverso i loro interventi hanno offerto un importante osservatorio sullo stato dei reati in materia ambientale, tracciando quella che potrebbe essere una linea comune tra tutte le Procure che si occupano di tale materia, per intensificare un’attività di controllo, coadiuvando gli amministratori e il governo regionale per un tenace programma di sorveglianza e prevenzione dell’illegalità!».
Il tema dei depuratori e della qualità delle acque resta centrale: quali soluzioni concrete ritiene oggi più urgenti?
«Il problema della depurazione delle acque reflue, che fa capo agli enti comunali, è un problema risalente nel tempo, che genera sempre una situazione emergenziale.
Negli anni certamente è stato oggetto di attenzione da parte delle istituzioni, ma, ahimè, ancora non approdato a soluzioni definitive.
Come condivisibilmente emerso dalla relazione e dagli approfondimenti sviluppati dall’Ing. Siviglia, direttore centrale dell’Assessorato all’Ambiente della Regione Calabria, (sulle cui posizioni hanno trovato convergenza gli interventi del rappresentante dell’Ordine Provinciale degli Ingegneri -Ing. Gallo e del Consigliere Provinciale -Dott.ssa Bruno), con informazioni molto puntuali a beneficio anche degli amministratori presenti, il problema deve essere affrontato attraverso un coordinamento centrale che possa prevedere: censimento degli impianti più vetusti che dovranno essere poi destinatari di un piano di ri-adeguamento; un servizio centralizzato di monitoraggio del funzionamento di tali impianti; l’istituzione di un organismo ad hoc ovvero una sorta di “provveditorato”, per l’attività di sorveglianza e monitoraggio.
(Tutte condizioni che sarebbe auspicabile sviluppare anche per tutta la rete fluviale della Regione).
Tutto ciò finalizzato anche al controllo della spesa energetica, rispetto alla quale è necessario tendere verso un sistema unico di controllo dei costi di progettazione e manutenzione, per scongiurare che i singoli Comuni possano esporsi al rischio di spese fuori bilancio, tendenzialmente pregiudizievoli anche per gli equilibri di bilancio.»
“Fiumefreddo nel Cuore” ha dimostrato una grande capacità organizzativa: quale ruolo possono avere le associazioni nella costruzione di una nuova cultura ambientale?
«È stato ribadito proprio ieri, sia dalle istanze provenienti dal collegio dei Sindaci, dall’importante contributo dell’Ing Siviglia, dalle proposizioni espresse dal Dott. Iannone, come il tessuto associazionistico possa svolgere, per gli enti territoriali, una opera di supporto, a diverse latitudini, ovvero: per quel che riguarda il monitoraggio della salubrità del territorio costiero, delle fascine fluviali e dello stato delle acque marine.
Tutto ciò, al fine di velocizzare il processo interventistico degli organi preposti alla tutela ambientale; al fine di ampliare e rafforzare la capacità della segnalazione delle problematiche che possono insorgere.
Inoltre, seguendo la narrazione che nel corso dell’evento abbiamo voluto tracciare, mi sento di poter aggiungere, che ciò assume una significativa valenza perché sollecita la comunità civile verso un più alto senso civico per il rispetto e la tutela dell’ambiente.
Ci piace ricordare che: Un mare pulito è un diritto per una società evoluta e per una nazione civile, ma mantenerlo tale è un dovere di tutti i cittadini. Non sono sufficienti regole e tecnologia; serve alto senso di responsabilità!»
Dopo questa giornata, quali saranno i prossimi passi? Questo confronto può trasformarsi in azioni concrete e durature?
«Sono confidente che l’esito complessivo dell’evento, che abbiamo celebrato ieri, attraverso il contributo prezioso e importante di tutti i relatori, possa costituire una ulteriore sollecitazione, affinchè si possa coltivare, con ancor maggior vigore, un’operatività sempre più proficua, a tutti i livelli, da parte di tutti gli organismi che contribuiscono e cooperano alla tutela ambientale.
Mi auguro sia stato compiuto un importante passo in avanti sia per la coniugazione, (che auspico sempre più forte), di interlocuzione tra la comunità civile e le istituzioni e gli organismi di controllo, sia anche per la informazione e comunicazione sui temi di cui abbiamo trattato.
Tutto ciò nell’ottica da dare un maggiore impulso propositivo a tutti i soggetti coinvolti nella tutela ambientale, al fine di dare risposte per la fruibilità del nostro mare e introdurre le migliori soluzioni per la difesa del bene comune».


