Infermeria ancora piena, Kourfalidis lontano dal rientro e gestione forze nel tour de force: col Sorrento serve continuità mentale e solidità
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Antonio Buscè, allenatore del Cosenza (Farina.IPA)
Alla vigilia di Cosenza-Sorrento, gara valida per la 29^ giornata, Antonio Buscè fa il punto su una settimana che resta condizionata dagli acciacchi e dalla necessità di gestire energie e scelte, senza però perdere la linea vista nelle ultime uscite.
Il tecnico rossoblù parte dall’infermeria e chiarisce subito la situazione di Baez e Kourfalidis, i due osservati speciali. Il primo ha ripreso a lavorare, ma porta ancora addosso il peso di un rientro forzato dopo un periodo lungo senza partite e senza un ritmo gara vero, passaggio che secondo l’allenatore ha inciso anche sul problema muscolare accusato. Quindi non ci sarà domani. Diverso il discorso per Kourfa, che clinicamente sta bene e non ha più criticità al ginocchio, ma è ancora distante dalla condizione necessaria per reggere una partita: servirà circa un mese di lavoro e, soprattutto, non è un’opzione nemmeno per pochi minuti o per la panchina nelle prossime settimane.
Nel quadro degli indisponibili, Buscè aggiorna anche sulle altre situazioni: Cannavò è out per squalifica, Ferrara rientra ma non è ancora al massimo dopo uno stop importante, mentre Perligineri non si correranno rischi in vista della gara e l’obiettivo è averlo pronto per la prossima settimana. In generale, il messaggio è chiaro: con diversi elementi reduci da periodi di lavoro parziale, il pericolo di ricadute muscolari resta alto quando si alza il minutaggio.
L’allenatore sottolinea poi l’importanza delle condizioni del campo e del lavoro settimanale. Il ritorno del bel tempo e l’allenamento sul terreno grande, secondo Buscè, può aiutare il Cosenza a esprimere meglio le proprie caratteristiche fisiche e di intensità, elemento che può fare la differenza soprattutto nel girone di ritorno, dove i risultati stanno dimostrando quanto ogni partita sia diversa e piena di variabili.
Sul Sorrento l’attenzione è massima: Buscè lo definisce un avversario con giocatori di livello e con qualità da rispettare. Proprio per questo insiste su un concetto che reputa decisivo più di ogni scelta tattica: la testa. La concentrazione, la fame, la compattezza e la capacità di lavorare da squadra sono la base per portare a casa risultati pesanti. La continuità mostrata nelle ultime tre gare deve diventare un’abitudine e non un’eccezione.
Il calendario impone un’altra settimana intensa con tre partite in sette giorni: giovedì infatti si torna in campo contro l’Altamura. Buscè non si sbilancia su rotazioni definitive, ma fa capire che una gestione ci sarà, senza stravolgimenti drastici. Alcuni calciatori, per caratteristiche fisiche, possono reggere il trittico, altri andranno dosati e valutati dopo ogni gara.
Quando si entra nel merito della partita, il tecnico indica la rotta: niente sconti, niente certezze facili. Il Cosenza dovrà pensare prima di tutto a se stesso, con e senza palla, limare difetti che durante la stagione sono costati punti e alzare il livello dell’atteggiamento. Buscè chiede anche più coraggio negli ultimi 25-30 metri, zona dove la squadra ha uomini in grado di cambiare la partita ma dove serve osare di più nelle scelte e nelle giocate.
Spazio anche al tema della duttilità di Ciotti, risorsa preziosa in un momento con ruoli scoperti e assenze pesanti. Buscè lo considera un calciatore capace di adattarsi in più posizioni, qualità che diventa ancora più utile se sostenuta dal lavoro collettivo, perché in un contesto compatto e coordinato anche il singolo riesce a esaltare meglio ciò che ha.
Infine, il tecnico torna sul pareggio di Bergamo e sul dato della solidità difensiva. Il Cosenza arriva da tre gare senza subire reti e, pur ammettendo qualche difficoltà in più nel creare rispetto alle uscite precedenti, Buscè evidenzia l’equilibrio e l’organizzazione trovati, oltre alla capacità di restare compatti e di cercare ripartenze e transizioni quando si recupera palla. A Bergamo, sottolinea, è mancata un po’ di qualità negli ultimi metri e si sono commessi troppi errori tecnici, ma dentro una gara bloccata contro un avversario di valore il risultato resta da interpretare in positivo.
Capitolo attacco: la scelta tra Beretta e Achour è aperta, anche perché davanti le alternative sono poche. Buscè ragiona soprattutto sul tipo di partita e sul bisogno di un riferimento che faccia salire la squadra e le permetta di respirare quando si abbassa troppo, evitando di restare schiacciata da palloni lunghi e seconde palle. In questa logica Beretta è una soluzione chiave, ma il tecnico lascia intendere che spazio ce ne sarà per entrambi, dall’inizio o a gara in corso.
Il punto, in sintesi, è tutto qui: il Cosenza arriva alla sfida con l’obiettivo di dare continuità alla crescita mentale e all’equilibrio ritrovato, gestendo acciacchi e forze, ma con l’idea di essere più incisivo quando la partita chiede di colpire.

