Il Tribunale di Cosenza, presieduto dal giudice Formoso, ha pronunciato sentenza di assoluzione nei confronti di F.B., cittadino di Cosenza, al termine di un processo articolato e di lunga durata, caratterizzato da una complessa istruttoria dibattimentale e concluso dopo una prolungata camera di consiglio.

L’imputato era chiamato a rispondere del grave reato di lesioni volontarie aggravate, contestato in concorso con la fidanzata, in danno della figlia minorenne di quest’ultima. Nonostante la richiesta di condanna formulata dal Pubblico Ministero a un anno e due mesi di reclusione, il Tribunale ha accolto le istanze difensive, escludendo la responsabilità penale dell’imputato.

Decisiva, secondo la difesa, è stata la linea argomentativa sviluppata in dibattimento e ribadita nella lunga e articolata arringa dell’avvocato Pierluigi Pugliese, che ha sostenuto l’inconsistenza del quadro accusatorio e l’assenza dei presupposti per una condanna.

All’esito della pronuncia, il difensore ha espresso profonda soddisfazione per una decisione che, a suo dire, «decreta la fine di un vero e proprio incubo» per il proprio assistito, descritto come cittadino probo e lavoratore indefesso. La sentenza chiude così un procedimento giudiziario particolarmente delicato, restituendo all’imputato la piena assoluzione dalle accuse contestate.