Per quattro mesi nessuno aveva osato sbilanciarsi. Troppo gravi le condizioni, troppo lunga la caduta, oltre dieci metri dal balcone di un palazzo del Tiburtino. E invece, contro ogni previsione, è arrivata la notizia che la famiglia aspettava dal 22 ottobre scorso: Rocco, l’11enne originario di Acri precipitato accidentalmente mentre salutava la sorella, è finalmente fuori pericolo.

«Le preghiere lo hanno salvato: un vero miracolo», racconta commossa al Messaggero Santina, la madre, che quella mattina assistette impotente alla caduta del figlio. Rocco aveva perso l’equilibrio affacciandosi al balcone della stanza in cui alloggiava con la famiglia e in un attimo era precipitato nel vuoto. Tutti, in quei primi momenti, temevano il peggio.

Subito dopo l’incidente, il bambino era stato trasportato d’urgenza all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, dove i medici lo avevano posto in coma farmacologico per diverse settimane. Le sue condizioni erano apparse a lungo critiche, ma col passare dei giorni qualcosa ha iniziato lentamente a cambiare. Dopo i primi segnali di ripresa, Rocco è stato trasferito al centro di riabilitazione di Palidoro, a Fiumicino, dove ha continuato il suo percorso clinico.

«Ora è ancora ricoverato, ma i dottori hanno sciolto ogni dubbio: finalmente possiamo urlare che ce l’ha fatta e senza complicazioni», spiega Fabrizio Montanini, consigliere del IV Municipio, che fin dal primo momento è rimasto vicino alla famiglia. Un recupero rapido e sorprendente, confermato anche dai sanitari.

La madre non si è mai allontanata dal figlio, così come il padre Enrico, affrontando mesi difficili fatti di sacrifici e attese. «Sta recuperando velocemente», racconta Santina. «Sta frequentando la scuola in ospedale. Parla chiaramente, ragiona, riconosce i parenti, gioca». In altre parole, fa tutto ciò che può fare un bambino della sua età, lasciandosi alle spalle l’incubo vissuto.

Oggi l’obiettivo è uno solo: tornare presto a casa, in Calabria, e ricominciare una vita normale insieme alla famiglia.

Quel giorno di ottobre doveva essere una festa. I genitori erano arrivati a Roma per celebrare la laurea di un parente e avevano preso una stanza in un bed and breakfast in via Beniamino De Ritis. Tra i preparativi e l’entusiasmo, l’incidente ha trasformato la gioia in dramma. Un dramma che, a distanza di mesi, appare ora come un ricordo doloroso ma superato. «Il miracolo è stato compiuto», ripete incredula la madre, stringendo finalmente la speranza tra le mani.