Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha confermato l’impianto accusatorio della Dda nell’indagine della Squadra Mobile di Cosenza sul presunto narcotraffico a Marano Principato, nell’area urbana cosentina. Il collegio ha lasciato inermi le misure cautelari: tutti e cinque gli indagati restano in carcere, pur accogliendo parzialmente i ricorsi delle difese su due profili specifici dell’accusa.

Secondo quanto si apprende, il Riesame ha infatti annullato le aggravanti indicate come comma 3 e comma 4, entrambe riferite – nel perimetro dell’ordinanza – all’ipotesi di associazione armata e all’ipotesi di associazione composta da dieci unità. Per Mario De Rango, inoltre, è stato annullato un capo d’accusa. Le difese hanno già annunciato che, una volta lette le motivazioni, proporranno ricorso in Cassazione.

La genesi: blitz all’alba e ordinanze del Gip distrettuale

L’inchiesta era sfociata negli arresti eseguiti intorno alle 4 del mattino del 12 febbraio tra Marano Principato e l’area urbana di Cosenza, con perquisizioni definite “a tappeto”. In carcere erano finiti Carmine De Rango, Giovanna Gervasi, Mario De Rango, Federico De Rango – indicati come appartenenti allo stesso nucleo familiare – e Saverio Corigliano, originario della provincia di Palmi.

Le ordinanze di custodia cautelare in carcere erano state firmate dal gip del Tribunale di Catanzaro Roberta Cafiero, su richiesta del pm della Dda Corrado Cubellotti. A Corigliano viene contestata la violazione dell’articolo 73 del Dpr 309/1990 in materia di stupefacenti; agli altri indagati, a vario titolo, viene contestata anche l’ipotesi di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti ai sensi dell’articolo 74 dello stesso testo unico.

Indagine Squadra Mobile: intercettazioni e riscontri

Il blitz era stato eseguito dalla Polizia di Stato con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia guidata dal procuratore Salvatore Curcio. L’indagine, condotta dalla Squadra Mobile di Cosenza, si è sviluppata - secondo quanto riportato negli atti e nelle comunicazioni - tra dicembre 2023 e dicembre 2024, attraverso intercettazioni, servizi di osservazione e riscontri investigativi tradizionali.

L’ipotesi accusatoria ricostruisce l’operatività, nel territorio di Marano Principato, di una presunta struttura dedita al traffico di sostanze stupefacenti e psicotrope, con una base nel comune e diramazioni nell’area urbana circostante. Nel corso delle investigazioni, durate diversi mesi, sono stati sequestrati complessivamente 6 chilogrammi di hashish, oltre 1 chilogrammo di marijuana e circa 500 grammi di cocaina. Gli investigatori parlano inoltre di oltre 50 episodi documentati di spaccio al dettaglio e dell’arresto in flagranza di altri due soggetti.

Nel quadro delle valutazioni investigative, viene anche segnalato che alcuni degli arrestati “gravitano in contesti mafiosi cosentini”, un profilo che - viene precisato - potrà essere oggetto di ulteriori approfondimenti nelle fasi successive.

Nel collegio difensivo figurano gli avvocati Francesco Collia, Angelo Pugliese, Emilio Lirangi e Santo Rogato.