Stop alla manifestazione d’interesse per l’area in “verde pubblico” a Cosenza: l’ente teme un aumento della capacità edificatoria e del valore. Gara non conclusa, nessuna aggiudicazione
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La sede della Provincia di Cosenza
La Provincia di Cosenza ha revocato la procedura di vendita a trattativa privata avviata con manifestazione d’interesse per un fabbricato rurale e un terreno di proprietà dell’ente nel Comune di Cosenza, motivando lo stop con la necessità di attendere l’evoluzione delle scelte urbanistiche che potrebbero modificare destinazione e indici edificatori dell’area, con un possibile incremento del valore del bene.
La revoca è contenuta nella Determinazione dirigenziale n. 2026000493 del 05/03/2026, firmata dal dirigente ad interim Alfonso Rende (RUP/istruttore Cosimo Vicchio). L’immobile oggetto della procedura è descritto come un fabbricato rurale da frazionare di circa 210 mq (foglio 9, particella 94) con annessa corte e il terreno di sedime complessivo di circa 4.392 mq (particella 1940), con destinazione urbanistica “Verde pubblico F5” dell’attuale PRG.
Nel provvedimento viene ricostruito l’iter: l’area risulta inserita nel Piano delle Alienazioni e Valorizzazioni Immobiliari 2025 (Delibera del Consiglio provinciale n. 7 del 18/06/2025) e l’avviso di manifestazione d’interesse era stato approvato con determinazione n. 2008 del 07/11/2025. Dopo le offerte, una commissione nominata con determinazione n. 12 del 13/01/2026 aveva individuato la migliore proposta, ma la procedura non si è chiusa: viene citata un’osservazione in gara su un elemento mancante nell’offerta di un concorrente e una richiesta di parere legale inviata all’Ufficio legale della Provincia il 16/02/2026, ancora in valutazione. Per questo, scrive l’ente, non c’è stata aggiudicazione definitiva.
Il punto decisivo, però, è successivo: la Provincia spiega di aver acquisito informazioni che “prefigurano” una revisione degli indici di edificabilità e della destinazione d’uso dell’area da parte del Comune di Cosenza, con relativa modifica al PSC-PRG. «È emersa la concreta prospettiva che il predetto immobile acquisisca una capacità edificatoria superiore a quella attuale, con conseguente incremento significativo del valore venale del bene», si legge nell’atto. Da qui la scelta, richiamando principi di buon andamento ed economicità, di fermare la cessione per evitare che possa risultare “manifestamente svantaggiosa” per l’Erario.
La determinazione richiama anche un atto d’indirizzo del presidente facente funzioni della Provincia (Disposizione n. 15 del 24/02/2026) che indica la revoca immediata della procedura e fa riferimento alla Legge 241/1990, in particolare l’art. 21-quinquies sulla revoca per nuova valutazione dell’interesse pubblico.
Nel dispositivo, l’ente revoca la manifestazione d’interesse e tutti gli atti connessi e specifica che la revoca è motivata dalla necessità di attendere la definizione delle nuove scelte urbanistiche per procedere, eventualmente, a una futura alienazione “che garantisca la massima valorizzazione economica” del cespite. La Provincia precisa inoltre che non ci sarebbe responsabilità precontrattuale perché non è intervenuta aggiudicazione definitiva né stipula di contratto, e dispone la pubblicazione all’Albo pretorio e sul sito, oltre alla notifica ai diretti interessati.
Nel testo che accompagna l’atto viene evidenziato che si tratterebbe della revoca di una vendita con incasso stimato attorno ai 350 mila euro, su un bene indicato come non edificabile con base d’asta 250 mila euro, fermata alla luce del possibile cambio di scenario urbanistico.

