Debole attività sismica tra San Giovanni in Fiore, Longobucco e la costa nord occidentale calabra con magnitudo comprese tra 2.0 e 2.6. A largo di Crotone il 25 febbraio furono 8 gli eventi tellurici registrati
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Una serie di deboli terremoti provincia Cosenza testimoniano un’attività da tenere sotto osservazione, perché torna a farsi sentire la terra tra l’area silana e il Tirreno settentrionale. Nelle ultime 60 ore sono stati registrati cinque episodi sismici, con magnitudo comprese tra 2.0 e 2.6, localizzati tra San Giovanni in Fiore, Longobucco e la costa calabra nord occidentale. Tutti gli eventi sono stati localizzato dalla Sala Sismica INGV di Roma. La scossa più intensa è stata rilevata stanotte alle 03:10:51 ora italiana, con magnitudo ML 2.6 a 11 chilometri a nord ovest di San Giovanni in Fiore, a una profondità di 8 chilometri.
Nella stessa giornata odierna, alle 12:48:17 in Italia, un terremoto di magnitudo ML 2.4 ha interessato la zona della Costa Calabra nord occidentale in provincia di Cosenza, con coordinate 39.8577 di latitudine e 15.7852 di longitudine, a una profondità di 11 chilometri. L’area di Longobucco in Sila, tuttavia, è stata la più interessata dall’attività sismica. Il 3 marzo 2026 alle 19:00:09 ora italiana, è stata registrata una scossa di magnitudo ML 2.5 a 10 chilometri a sud di Longobucco, a una profondità di 11 chilometri. Sempre nella stessa zona, alle 09:17:46 in Italia, si è verificato un evento di magnitudo ML 2.0 a 14 chilometri di profondità.
Il primo episodio della sequenza risale al 2 marzo 2026 alle 04:52:56 ora italiana, quando un terremoto di magnitudo ML 2.2 è stato localizzato a 9 chilometri a sud di Longobucco, a una profondità di 16 chilometri. Si tratta di scosse di lieve entità che, al momento, non hanno provocato danni a persone o cose, ma che confermano l’elevata attenzione sul fronte dei terremoti provincia Cosenza, territorio storicamente caratterizzato da una significativa attività sismica. Da segnalare, infine, che lo scorso 25 febbraio erano state registrate otto deboli scosse al largo della costa crotonese, ulteriore elemento che testimonia la vivacità sismica dell’area calabrese in questo periodo.

