Un’inchiesta condotta dalla Guardia Costiera di Bari, e coordinata dalla Procura pugliese, ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali e reali nei confronti del titolare della ditta “Servizi Ecologici” di Tarsia, Giosé Marchese, raggiunto da interdittiva del divieto di esercitare l’attività imprenditoriale. Contestualmente è stato disposto il sequestro della stessa azienda.

Nell’indagine, inoltre, risultano indagati il responsabile tecnico della “Servizi Ecologici”, Pasqualino Caparrotta e quattro funzionari regionali del dipartimento Tutela Ambiente: Gianfranco Comito, dirigente del dipartimento; Gabriele Alitto, dirigente; Claudia Russo, Rup e Clementina Torchia, Rup.

L’accusa – al termine di un’inchiesta avviata nel novembre 2021 – è traffico illecito di rifiuti verso la Grecia.
I controlli sarebbero partiti dal porto di Bari e le investigazioni sono andata avanti fino al 2023.
Secondo l’accusa sarebbe stato ricostruito un meccanismo finalizzato all’illecito smaltimento di ingenti quantitativi di rifiuti derivanti dal ciclo urbano, formalmente classificati come rifiuti speciali attraverso procedure ritenute irregolari e successivamente esportati in Grecia.
L’accusa contesta anche l’alterazione della classificazione dei rifiuti e l’elusione della tracciabilità delle operazioni.

Al termine dell’inchiesta il gip di Bari ha disposto le misure interdittive personale e reale e ha affidato la ditta a un amministratore giudiziario. Allo stesso tempo il giudice ha dichiarato l’incompetenza territoriale del Tribunale di Bari e ha inviato gli atti al gip di Catanzaro. 

La ditta, «che rappresenta - spiega la Guardia costiera - una delle principali aziende calabresi che si occupano della raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani nei comuni della provincia di Cosenza», è stata affidata ad un amministratore giudiziario. La gip di Bari Chiara Maglio ha escluso i gravi indizi nei confronti degli altri indagati