Una, due, fino a cinque telefonate nell’arco di appena due ore. Le chiamate dei call center che propongono nuove offerte sulle bollette di luce e gas si sono fatte particolarmente insistenti nella mattinata di oggi. Un’aggressività commerciale registrata subito dopo gli annunci con cui alcuni grandi operatori, tra cui Eni ed Enel, hanno illustrato iniziative e offerte legate al caro energia.

Non è possibile stabilire se esista un collegamento diretto tra le due circostanze. L’episodio, però, riporta in primo piano un problema che riguarda migliaia di consumatori: distinguere una proposta commerciale legittima da un tentativo di acquisire dati personali per attivare contratti senza un consenso pienamente consapevole.

La richiesta dei dati è il primo segnale d’allarme

Il copione delle telefonate appare spesso simile. L’operatore sostiene di poter applicare uno sconto, correggere un’anomalia contrattuale oppure evitare un imminente aumento della bolletta. Per avviare la presunta procedura vengono quindi richieste informazioni personali e dati relativi alla fornitura.

È proprio in questa fase che bisogna prestare la massima attenzione. Non dovrebbero mai essere comunicati telefonicamente a interlocutori non verificati:

  • codice fiscale;
  • Iban;
  • codice POD dell’utenza elettrica;
  • codice PDR della fornitura di gas;
  • numero e fotografia del documento d’identità;
  • copie o immagini delle bollette;
  • codici ricevuti tramite sms.

POD e PDR identificano in maniera univoca rispettivamente il punto di fornitura dell’energia elettrica e quello del gas. Se associati agli altri dati dell’intestatario, possono essere utilizzati per predisporre una richiesta di cambio del fornitore. Il consumatore rischia così di scoprire l’attivazione soltanto con l’arrivo della prima bolletta della nuova società.

Il bombardamento dopo il rifiuto

Un altro fenomeno segnalato riguarda ciò che accade dopo aver rifiutato la proposta o interrotto la conversazione. In alcuni casi, nel giro di pochi minuti, lo stesso numero viene raggiunto da numerose chiamate provenienti da recapiti differenti.

Il meccanismo potrebbe essere collegato ai sistemi automatizzati utilizzati per comporre e distribuire le chiamate. La provenienza da numerazioni sempre diverse rende inoltre più difficile bloccare definitivamente il contatto.

L’insistenza può spingere l’utente a rispondere soltanto per fermare il bombardamento telefonico. È invece consigliabile non lasciarsi condizionare dalla pressione e non fornire alcuna informazione, neppure con l’obiettivo di interrompere le chiamate.

Il divieto e il rischio dei centralini abusivi

Il quadro è reso ancora più complesso dalle nuove disposizioni sul telemarketing energetico. Il recente Decreto Bollette ha introdotto il divieto di effettuare sollecitazioni commerciali telefoniche, anche tramite messaggi, finalizzate alla proposta o alla conclusione di contratti per la fornitura di energia elettrica e gas.

Secondo le associazioni dei consumatori, tuttavia, il divieto rischia di incidere principalmente sulle imprese regolari e identificabili, senza fermare i soggetti abusivi che utilizzano numerazioni false, camuffate oppure continuamente variabili. Criticità finite anche al centro di una recente segnalazione dell’Antitrust al Parlamento.

Il possibile paradosso è una riduzione delle telefonate provenienti dai centralini legali e, contemporaneamente, una maggiore esposizione dei consumatori alle chiamate fraudolente.

Come comportarsi durante la chiamata

La regola più sicura è interrompere la conversazione senza confermare dati personali o informazioni già pronunciate dall’operatore. Anche quando chi chiama sembra conoscere il nome dell’intestatario o il gestore attuale, ciò non dimostra che operi per conto di quella società.

Per verificare un’offerta bisogna contattare autonomamente il proprio fornitore utilizzando esclusivamente il numero riportato sulla bolletta o sul sito ufficiale. È inoltre opportuno controllare periodicamente le comunicazioni ricevute e contestare subito eventuali contratti non richiesti.