Il “soffitto di cristallo” in Calabria non è soltanto un ostacolo alle carriere delle donne, ma «una vera gabbia» che frena lo sviluppo dell’intera regione. È il messaggio lanciato dalla segretaria regionale della Cisl Calabria, Antonella Zema, intervenuta a un convegno svoltosi questa mattina nella sala conferenze di Unioncamere Calabria a Lamezia Terme, organizzato in occasione della Giornata internazionale della donna celebrata domenica 8 marzo.

Zema ha legato il tema della parità alla crescita economica: «Senza il contributo pieno e dignitoso delle donne non può esserci crescita economica». E ha indicato nella «legge sulla partecipazione» uno strumento per costruire parità e uguaglianza sostanziale.

All’incontro sono intervenuti anche rappresentanti istituzionali. L’assessora regionale alle Pari opportunità Pasqualina Straface, secondo quanto riportato, ha ricordato che «la promozione dell’occupazione femminile è una sfida da vincere» attraverso politiche attive e rafforzamento del welfare, aggiungendo che «si è già al lavoro per il bilancio di genere della Regione Calabria».

Accanto ai contributi istituzionali, il convegno ha ospitato testimonianze dal mondo delle professioni e dell’impresa: Erminia Giorno (Camera di commercio di Cosenza), Simona Carbone (commissaria straordinaria dell’AOU “Renato Dulbecco” di Catanzaro), Candida Tucci (Confapi Calabria), Maria Azzalin (BigSrl, spin-off UniRc), Patrizia Garruba (Cantina Cav. Giuseppe Garrubba e figli) e Dominella Mesiano (psicologa e psicoterapeuta). Il quadro tecnico e normativo è stato affidato alla relazione della professoressa Angela Marcianò, associata di Diritto del lavoro all’Università di Messina, con un focus su norme e prospettive del lavoro femminile.

A chiudere i lavori è stato il segretario Giuseppe Lavia, che ha puntato sulla necessità di passare «da misure temporanee (bandi e click-day) a politiche strutturali», promuovendo una «parità partecipata» tramite contrattazione e partecipazione dei lavoratori alla gestione aziendale. Nel suo intervento, Lavia ha richiamato numeri definiti “impietosi” sul divario calabrese: sui servizi per l’infanzia 0-3 anni, la presa in carico in Calabria è al 15,7% contro l’obiettivo europeo del 45%; i Comuni calabresi spendono 234 euro a bambino per l’infanzia contro una media nazionale di oltre 1.100; il tasso di occupazione femminile regionale è fermo al 33,1% e, in Calabria, le donne guadagnano mediamente il 30% in meno degli uomini. Lavia ha ricordato anche che, a livello nazionale, una donna su quattro lascia il lavoro dopo la nascita del primo figlio.

Tra le proposte rilanciate dalla Cisl figurano la creazione di asili nido interaziendali e un fondo regionale certo per la gestione delle strutture dopo il Pnrr, l’introduzione del “bollino rosa” negli appalti regionali per premiare le aziende virtuose sulla certificazione di genere e misure contro il part-time involontario, l’orientamento precoce verso le materie Stem e investimenti nel reskilling digitale, il potenziamento dell’Osservatorio regionale contro le discriminazioni e il coinvolgimento degli atenei come «sentinelle della parità». Lavia ha chiuso invitando il sindacato a essere «sentinella di dignità» in ogni sede territoriale.

Nel corso dell’iniziativa è stato presentato anche un laboratorio di scrittura creativa ed empowerment femminile a cura di Antonella Maresci.