Dopo essere risultate, tra le “big” della distribuzione, le compagnie con i prezzi più alti e con gli incrementi più marcati dall’inizio della guerra, Ip e Tamoil hanno indicato alla propria rete variazioni al ribasso dei listini. È quanto emerge dalle elaborazioni basate sui dati dell’Osservaprezzi carburanti del Mimit, aggiornati a mercoledì 11 marzo 2026, e dalle comunicazioni delle principali compagnie.

Nel dettaglio, Ip ha consigliato ai distributori di ridurre di 0,020 euro al litro sia i prezzi della benzina sia quelli del gasolio lungo la rete. Tamoil ha invece indicato un taglio di 0,010 euro al litro sul prezzo del diesel.

In attesa che le raccomandazioni si riflettano sui prezzi praticati alla pompa, Ip continua però a registrare i valori più alti: benzina a 1,83 euro al litro e gasolio a 2,06 euro al litro, con il diesel che vede Ip condividere il “primato negativo” con Q8.

Guardando alle variazioni dall’inizio della guerra in Iran, l’aumento più significativo del gasolio viene segnalato lungo le reti Q8 e Tamoil: +34 centesimi. Per la benzina, invece, il rialzo maggiore sarebbe lungo la rete Tamoil: +15 centesimi al litro.

Sul versante opposto, Eni viene indicata come la compagnia con i prezzi più bassi: gasolio 1,95 euro al litro e benzina 1,79 euro al litro. E lungo la sua rete si registrerebbe anche l’aumento più contenuto dall’inizio del conflitto: +20 centesimi sul diesel e +10 centesimi sulla benzina.