La protesta degli agricoltori torna al centro del dibattito pubblico. Anche dalla Sibaritide si leva una voce netta contro l’accordo Mercosur, giudicato pericoloso per il settore primario e per la tutela dei consumatori.

Rosa Silvana Abate, ex senatrice e rappresentante dell’associazione Schierarsi, contesta apertamente la posizione del governo. «Il racconto che viene fatto sull’agricoltura italiana non rispecchia le condizioni reali in cui operano migliaia di aziende», afferma.

L’intesa tra Unione europea e Paesi sudamericani come Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay viene indicata come la causa principale della nuova mobilitazione. «Il pericolo concreto è l’ingresso di prodotti agricoli e alimentari che non rispettano gli stessi standard imposti ai produttori europei», spiega Abate.

Secondo l’ex parlamentare, l’accordo favorisce un modello squilibrato: importazioni massicce di cibo in cambio di esportazioni industriali. «Ancora una volta l’agricoltura viene sacrificata per interessi economici più forti», dichiara.

Sul piano delle risorse economiche, Abate parla di un’operazione solo formale. «Non si tratta di nuovi finanziamenti, ma di un’anticipazione di fondi già previsti, affidati alla discrezionalità dei governi», sottolinea.

Critiche anche alle dichiarazioni del ministro dell’Agricoltura e al sostegno espresso da alcune organizzazioni di categoria. «Definire questo accordo un’opportunità significa ignorare le ricadute su piccole e medie imprese», aggiunge.

Il rischio, secondo Schierarsi, è la concentrazione della produzione alimentare nelle mani di pochi gruppi. «Così si mette in pericolo la sopravvivenza di tante aziende e il lavoro di intere comunità», conclude Abate.

L’associazione annuncia sostegno a ogni iniziativa promossa dagli agricoltori. «Difenderemo il loro lavoro e la qualità del cibo che arriva sulle nostre tavole», ribadisce.