L'ondata di caldo eccezionale in Europa, con temperature ben sopra la media, comincia a farsi sentire anche sui Pronto soccorso italiani: «Possiamo stimare l'incremento degli accessi in un 10-15% nei dipartimenti Emergenza-urgenza delle grandi città», afferma il presidente della Società italiana di medicina di emergenza-urgenza (Simeu) Alessandro Riccardi, precisando tuttavia che, per ora, «l'aumento degli accessi resta comunque contenuto e non c'è allarme». Gli accessi riguardano soprattutto anziani ma anche persone con fragilità psichiatriche. Pesa, avverte, pure la carenza di personale medico-infermieristico nei Pronto soccorso.

«Vediamo molti anziani, in particolare chi convive con più patologie croniche: è la fascia più esposta quando le temperature salgono», spiega Riccardi. Accanto a loro, una presenza che chiede attenzione: «Negli ultimi tempi assistiamo anche alle richieste d'aiuto di persone con difficoltà psichiatriche. Il pronto soccorso supplisce spesso alla mancanza di una rete di sostegno: le nostre strutture restano aperte giorno e notte».

Con le ondate di calore, sottolinea inoltre il presidente Simeu, «gli ospedali attivano i codici calore, un percorso assistenziale preferenziale e differenziato per chi manifesta segni e sintomi legati alle alte temperature, di gravità variabile. Uno strumento utile, ma non risolutivo sul piano organizzativo. I codici calore vanno bene, ma non cambiano molto l'assetto di un pronto soccorso». I picchi di accessi per il caldo, conclude Riccardi, «attualmente colpiscono soprattutto gli ospedali delle grandi città, dove l'afa è più intensa per fattori ambientali e urbanistici».

Al Bambino Gesù un bimbo su 4 al Pronto soccorso per il caldo

Nelle aree urbane il fenomeno delle isole di calore aumenta il rischio di disidratazione e aggrava molte patologie. D'estate infatti, rileva l'ospedale, in città si creano delle vere e proprie 'isole di calore urbano', dovute prevalentemente alla massiccia presenza di asfalto, edifici e superfici impermeabili, oltre che alla scarsa presenza di alberi e aree verdi. Un fenomeno che assume un peso crescente anche perché, rispetto al passato, molte famiglie trascorrono periodi di vacanza più brevi e i bambini restano più a lungo nei centri abitati durante i mesi estivi, aumentando l'esposizione alle alte temperature. Gli effetti delle isole di calore urbano si sommano a quelli del cambiamento climatico: l'aumento delle temperature globali rende infatti sempre più frequenti e intense le ondate di calore, accentuando il surriscaldamento delle città e i rischi per la salute. Nelle giornate estive l'asfalto esposto al sole può raggiungere temperature comprese tra 60 e 80 °C, contribuendo ad aumentare il disagio termico e i rischi per la salute delle persone più fragili, a partire dai bambini.

«I bambini non sono piccoli adulti: il loro organismo ha una capacità ancora immatura di regolare la temperatura corporea e questo li rende particolarmente vulnerabili alle ondate di calore, soprattutto nei primi anni di vita e in presenza di patologie croniche o condizioni di fragilità. Per questo la prevenzione e il riconoscimento precoce dei segnali di disidratazione sono fondamentali», sottolinea Alberto Villani, responsabile dell'Unità Operativa Complessa di Pediatria Generale, Malattie Infettive e DEA di II livello dell'Ospedale Bambino Gesù.

I 10 consigli degli esperti per proteggere i bambini dal caldo

Attenzione ai campanelli d'allarme, come bocca asciutta, urine scarse e sonnolenza. Per ridurre il rischio di colpi di calore e disidratazione nei bambini, gli specialisti dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù raccomandano dieci semplici regole da seguire durante tutta l'estate, soprattutto quando si vive o si trascorrono molte ore in città.

  • Offrire spesso acqua ai bambini, anche se non manifestano sete, aumentando l'apporto di liquidi nelle giornate più calde.
  • Evitare l'esposizione al sole e l'attività fisica nelle ore più calde, indicativamente tra le 11 e le 17, preferendo luoghi ombreggiati e ben ventilati.
  • Vestirli con abiti leggeri, chiari e traspiranti, preferibilmente in cotone o lino.
  • Mantenere gli ambienti freschi e ben ventilati, usando ventilatori o condizionatori ed evitando bruschi sbalzi di temperatura.
  • Preferire pasti leggeri e un'alimentazione ricca di frutta e verdura, utili per reintegrare liquidi e sali minerali.
  • Proteggere capo e pelle con cappellino, zone d'ombra e creme solari ad alta protezione
  • Prestare particolare attenzione ai lattanti e ai bambini con malattie croniche, che sono più vulnerabili agli effetti del caldo. Nei neonati è importante controllare che i pannolini vengano bagnati regolarmente, perché una riduzione della diuresi può essere il primo segnale di disidratazione.
  • Riconoscere precocemente i campanelli d'allarme, come bocca asciutta, urine scarse e concentrate, irritabilità, sonnolenza, nausea, mal di testa, crampi o svenimenti.
  • In caso di colpo di calore, portare subito il bambino in un luogo fresco, rinfrescarlo e fargli bere piccoli sorsi d'acqua.
  • Rivolgersi tempestivamente al pediatra se il bambino presenta febbre persistente, vomito ripetuto, rifiuta di bere, manifesta segni di disidratazione o peggiora una patologia cronica.
  • Recarsi invece subito al Pronto Soccorso in caso di alterazione dello stato di coscienza, grave difficoltà respiratoria, perdita di coscienza, convulsioni, incapacità di bere o febbre molto elevata dopo una prolungata esposizione al caldo.