Un nuovo fronte di tensione si apre in Medio Oriente tra raid, missili e dichiarazioni sempre più dure. Secondo quanto riferito dall’agenzia iraniana Fars, un doppio attacco missilistico attribuito a Stati Uniti e Israele sulla città di Najafabad avrebbe causato oltre 20 morti e 50 feriti, con vittime anche tra soccorritori e cittadini intervenuti dopo il primo impatto e colpiti poi da un secondo missile pochi minuti dopo.

Sul piano diplomatico, il segretario generale della Lega Araba, Ahmed Aboul Gheit, ha definito «sconsiderati» gli attacchi iraniani contro diversi Stati membri e ha esortato Teheran a correggere quello che ha chiamato un «enorme errore strategico». Intervenendo a una videoconferenza straordinaria dei ministri degli Esteri arabi al Cairo, Aboul Gheit ha sostenuto che gli attacchi «non possono essere giustificati con alcun pretesto o scusa» e ha parlato di «attacchi a tradimento con droni e razzi».

Intanto, sul fronte israeliano, vengono segnalate esplosioni a Tel Aviv dopo che l’esercito ha comunicato di aver identificato missili lanciati dall’Iran verso il territorio israeliano, con l’attivazione dei sistemi di difesa antiaerea. In parallelo, i servizi di emergenza israeliani hanno riferito di feriti causati da schegge legate a missili intercettati, mentre il ministero della Difesa israeliano ha diffuso nuove dichiarazioni sull’andamento delle operazioni e sui bersagli colpiti.

Nel quadro regionale pesa anche la posizione dell’Arabia Saudita: secondo Reuters, Riad avrebbe avvertito Teheran che, in caso di attacchi sul proprio territorio o contro infrastrutture energetiche saudite, potrebbe arrivare a consentire l’uso delle proprie basi per operazioni americane e a valutare una risposta