A Torino, una vicenda di malasanità e abuso della professione odontoiatrica ha portato alla condanna di due operatori sanitari dopo che una donna di 65 anni, originaria di Genova, è stata sottoposta all’estrazione immotivata di undici denti sani durante un unico intervento. L’episodio, iniziato nel 2022, ha suscitato scalpore per le conseguenze fisiche e psicologiche che la paziente continua a subire.

La donna si era rivolta allo studio torinese dopo averlo individuato tramite Facebook, attratta da un preventivo decisamente inferiore rispetto a quello richiesto nella sua città per un intervento odontoiatrico. Secondo gli accertamenti della Procura di Torino, uno dei professionisti che l’ha visitata era stato cancellato dall’albo degli odontoiatri e non avrebbe potuto esercitare, mentre l’altro, pur iscritto all’Ordine, avrebbe eseguito le estrazioni senza adeguate diagnosi strumentali.

Durante l’intervento, presentato come una “bonifica dentaria totale” per risolvere un problema di ceramica su un ponte dentale, la paziente ha visto rimuovere undici denti dell’arcata superiore senza alcuna giustificazione clinica. Subito dopo l’operazione ha avuto dolori intensi, difficoltà a parlare e mangiare e, in seguito a una grave emorragia, è stata costretta a recarsi in pronto soccorso.

Il Tribunale di Torino, chiamato a valutare la vicenda, ha riconosciuto la responsabilità penale dei due professionisti. Il titolare dello studio è stato condannato a un anno e cinque mesi di reclusione per lesioni colpose, truffa ed esercizio abusivo della professione, mentre per il collega che ha materialmente eseguito le estrazioni è arrivata una pena di tre mesi per le lesioni causate.

Il centro dentistico è stato definitivamente chiuso e, in sede civile, è stata disposta una provvisionale di circa 14.300 euro a favore della donna, in vista della determinazione dell’eventuale risarcimento completo. Nonostante questo, la vittima continua a convivere con le conseguenze dell’intervento inutile e sta seguendo un percorso di supporto psicologico, raccontando di non essere mai tornata alla condizione di salute precedente.