Non sempre le grandi svolte geopolitiche vengono annunciate da comunicati ufficiali o conferenze stampa. A volte, prima ancora che i governi parlino, parlano i dati più banali: quelli di un’app di consegne. È accaduto anche all’inizio del 2026, quando a Washington, mentre il mondo dormiva, qualcosa si muoveva freneticamente dietro le quinte del potere. 

L’America e il mondo si sono svegliati infatti con una notizia che ha inaugurato il nuovo anno nel peggiore dei modi: l’attacco statunitense al Venezuela, il sequestro di Nicolás Maduro e l’ennesimo strappo alle regole del diritto internazionale. Un’operazione militare definita da Donald Trump come «la più ambiziosa nella storia del mondo», condotta senza preavviso e comunicata a fatti compiuti.

Ufficialmente una guerra al narcotraffico, nella sostanza l’ennesimo intervento armato giustificato in nome della democrazia e alimentato da interessi strategici ed energetici.

Eppure, secondo una teoria ormai famosa sul web, c’era un modo per intuire che a Washington stava per succedere qualcosa di grosso. Bastava osservare gli ordini di pizza.

È il cosiddetto Pentagon Pizza Index, uno strumento non ufficiale, non scientifico e profondamente ironico, che monitora l’andamento delle ordinazioni serali e notturne nelle pizzerie più vicine ai luoghi chiave del potere statunitense: Pentagono, CIA e Casa Bianca.

L’assunto è semplice quanto inquietante: quando gli ordini di pizza schizzano alle stelle, soprattutto a tarda notte, significa che negli uffici della sicurezza nazionale si lavora senza sosta. E quando quel lavoro riguarda la difesa – o la guerra – qualcosa di serio sta per accadere.

Il sito osserva in tempo reale sei pizzerie dell’area di Washington: Domino’s, Extreme Pizza, District Pizza Palace, We The Pizza, Papa John’s e Pizzato Pizza. I grafici mostrano picchi improvvisi che, nel tempo, hanno spesso preceduto eventi geopolitici di portata storica. Inoltre, esiste un account social attivo su X (ex Twitter) con aggiornamenti e grafici basati sulla stessa logica di monitoraggio:

@PenPizzaReport – pentagon pizza tracker.

È accaduto anche questa volta. Nella notte tra il 2 e il 3 gennaio, alle 2.04, Pizzato Pizza ha registrato un’impennata di ordinazioni proprio mentre le bombe cadevano su Caracas. Nelle ore successive, gli ordini di Extreme Pizza risultavano ai massimi livelli, probabilmente alimentati anche dall’arrivo dei giornalisti accorsi nella capitale.

Il Pentagon Pizza Index non è un oracolo, ma vanta precedenti sorprendenti: i bombardamenti sull’Iran dello scorso giugno, la guerra del Golfo del 1990, fino all’impeachment di Bill Clinton nel 1994. Dietro ogni crisi internazionale, sembra suggerire, c’è sempre una pizza calda consegnata sulla scrivania.

A operazione conclusa, Trump e il segretario di Stato Marco Rubio hanno ammesso di aver agito senza autorizzazione del Congresso, giustificando la scelta con il rischio di fughe di notizie. Un rischio che, paradossalmente, appare più controllabile osservando un’app di food delivery che non i meccanismi istituzionali della democrazia americana.

Così, mentre il destino di interi Paesi viene deciso tra una call riservata e un briefing militare, c’è chi mastica distrattamente una fetta di pizza. E il mondo cambia, una consegna alla volta.